Costa sullo stato di emergenza: “Ipotesi proroga fino a immunità di gregge”

Il Governo sta valutando l’ipotesi di prorogare ulteriormente lo stato di emergenza per la pandemia di Covid-19. La misura, in vigore dal 31 gennaio dell’anno scorso, è stata prorogata già quattro volte. L’ultima con la Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 aprile 2021, che ne ha fissato la fine al 31 luglio prossimo. Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha tuttavia annunciato che potrebbe arrivare un nuovo rinvio del termine, seppure di pochi pesi.

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Andrea Costa, sottosegretario alla Salute – meteoweek.com

Lo stato di emergenza proclamato all’inizio della pandemia di Covid-19 in Italia scadrà il prossimo 31 luglio. Il Governo sta valutando l’ipotesi di emanare una ulteriore proroga – la quinta – al fine di gestire nel migliore dei modi il percorso verso il raggiungimento dell’immunità di gregge. Un’idea al vaglio del Ministero della Salute è quella di rinviare la scadenza soltanto di qualche mese, dunque più o meno al termine dell’estate. In quel periodo, infatti, secondo le stime, gran parte della popolazione dovrebbe essere stata vaccinata con entrambe le dosi. I dubbi su AstraZeneca, tuttavia, in queste settimane hanno provocato qualche ritardo sulla campagna di vaccinazione. Gli italiani, ad ogni modo, sembrerebbero essere costretti ad attendere ancora un po’ per il ritorno alla normalità.

Costa commenta l’ipotesi di prorogare lo stato di emergenza

È importante uscire dallo stato di emergenza. Sarebbe un segnale fondamentale per il Paese, per i cittadini e significherebbe un ulteriore segnale di ritorno alla normalità. Noi tutti ovviamente vogliamo uscire dallo stato di emergenza“. Lo ha detto Andrea Costa nel corso della trasmissione Restart 264, in onda su Cusano Italia TV. Il sottosegretario alla Salute, tuttavia, ritiene sia ancora presto per compiere una mossa di questo tipo. “È chiaro che lo stato di emergenza permette di avere una struttura commissariale che ci consente di gestire il piano vaccinale con un’efficienza maggiore“. È per questa ragione che nei prossimi giorni dovrebbe arrivare una ulteriore proroga, con la speranza che essa sia l’ultima.

Il Governo sta valutando il periodo in cui fissare il nuovo termine. La misura, in vigore dal 31 gennaio del 2020, è stata infatti prorogata già quattro volte. L’ultima con la Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 aprile di quest’anno, che ne ha fissato la scadenza al 31 luglio prossimo. “Io credo che ipotizzare un prolungamento almeno fino a quando non sarà completato l’obiettivo dell’immunità di gregge e magari verificare cosa succederà a settembre-ottobre con eventuali varianti ed eventuali situazioni da monitorare, credo che un arco temporale che si va a porre tra la scadenza a fine luglio e la scadenza ipotizzata di fine anno possa essere un punto di mediazione ragionevole e di buon senso“. L’obiettivo, ad ogni modo, è evitare una nuova ondata al ritorno dalle vacanze. In quel caso l’eliminazione dello stato di emergenza slitterebbe ulteriormente. “Dovremmo valutare quella che sarà la situazione però valutando i dati di oggi e proiettandoli nel futuro, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, io credo che sia ragionevole pensare ad un paio di mesi di proroga, tre mesi per arrivare fino a ottobre“.

Il caos AstraZeneca

Andrea Costa si è espresso anche in merito al caos legato alla somministrazione delle dosi di AstraZeneca, vietata a coloro che hanno meno di 60 anni, a meno che non abbiano ricevuto già la prima dose e rigettino la vaccinazione eterologa. “Siamo di fronte a scelte che la politica fa, di cui la politica si assume la responsabilità ma sono scelte che si basano su criteri scientifici. Quando abbiamo dato queste indicazioni su AstraZeneca le abbiamo date sulla base delle indicazioni e dei parametri scientifici del Cts e di Aifa. Siamo in uno di quei casi in cui è più la scienza che detta le linee e che dà gli elementi alla politica per fare le scelte“, ha sottolineato il sottosegretario alla Salute.

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La popolazione resta diffidente su AstraZeneca – meteoweek.com

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È inevitabile, tuttavia, che le linee guida sulla somministrazione del siero per fasce di età in questi mesi siano state parecchio discordanti. “È chiaro che su AstraZeneca ci sono stati una serie di episodi di comunicazione che certamente non hanno aiutato a consolidare il rapporto di fiducia tra questo vaccino e i cittadini. Quando Ema dà un parere è ovvio che non può che discendere dal fatto che parliamo di un vaccino che ha superato tutte le certificazioni degli enti regolatori ed ovvio che è autorizzato per tutti i cittadini dai 18 anni in su, però la valutazione che è stata fatta deriva dallo scenario che cambia“, ha ammesso Andrea Costa.

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I dubbi sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca, tuttavia, restano. È anche per questa ragione che la popolazione stenta a fidarsi ormai delle autorità sanitarie. “Il rischio di AstraZeneca non è cambiato, gli effetti avversi non sono aumentati. Ma oggi di fronte ad uno scenario cambiato, di fronte al fatto che i nostri anziani sono in sicurezza, i nostri fragili sono in sicurezza e possiamo ulteriormente ridurre questo fattore di rischio evitando la somministrazione di questo vaccino ai più giovani, io credo che sia una indicazione che vada nel buon senso e che raccolga quelle che sono le indicazioni della comunità scientifica”, ha concluso l’esperto.