Riforma della giustizia: processi più veloci, ma non solo

“L’obiettivo è garantire una giustizia celere, nel rispetto della ragionevole durata del processo, e allo stesso tempo garantire che nessun processo vada in fumo”. Cosa prevede la riforma della giustizia voluta dal ministro Cartabia?

Riforma della giustizia: cosa prevede la riforma Cartabia? Cosa modifica?

Tempi processuali più brevi del 25%, un obiettivo ambizioso che dovrebbe realizzarsi gradualmente, nei prossimi anni, attraverso decreti attuativi della legge delega. La riforma interviene nella materia penale e processuale per dare attuazione al principio della ragionevole durata del processo, senza tralasciare istanze di garanzia degli imputati.

Cosa prevede la riforma della giustizia? La spinta verso i riti alternativi

Il governo dovrà estendere l’applicabilità dei riti alternativi e renderli più “attraenti”, in modo da ridurre il carico del rito dibattimentale. Nello specifico si prevede che il patteggiamento, quando la pena detentiva supera i 2 anni, si estenda a pene accessorie e confisca facoltativa. In tal modo si potranno ridurre gli effetti extra-penali della condanna e evitare che questa abbia efficacia di giudicato nel processo disciplinare. Per il giudizio abbreviato l’incentivo al rito alternativo consiste in un’ulteriore riduzione della pena di un sesto nel caso di mancata proposizione di impugnazione. In pratica si tratta di un premio per coloro che evitano impugnazioni inutili.

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Tra le modalità alternative di definizione del processo sarà modificata anche la sospensione del processo con messa alla prova. In proposito verrà estesa l’applicabilità della messa alla prova a specifici reati, puniti con pena edittale detentiva non superiore nel massimo a sei anni.

Indagini troppo lunghe

Le indagini preliminari servono a far capire al pm se ci sono sufficienti elementi di prova per esercitare l’azione penale. È prevista in merito la riduzione dei tempi a disposizione: 6 mesi per contravvenzioni, 12 per delitti e 18 per determinati gravi delitti. È possibile una proroga di sei mesi ma solo in caso di complessità delle indagini.

Il tema più delicato: la prescrizione

Nuovi termini di durata massima per l'appello - meteoweek.com
Nuovi termini di durata massima dei giudizi di impugnazione – meteoweek.com

Prima di questa riforma la c.d. Spazzacorrotti del 2019 era già intervenuta sulla prescrizione. È previsto che il corso della prescrizione del reato si blocca con la sentenza di primo grado, sia essa di assoluzione o di condanna. Per evitare che, sapendo che la prescrizione non scatta più, i processi si allunghino, la riforma introdurrà un nuovo istituto.

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L’improcedibilità per superamento dei termini di durata massima del giudizio di impugnazione è lo strumento pensato per far sbrigare i giudici. La durata massima del processo di appello è 2 anni mentre uno solo per il giudizio di cassazione. Per evitare gravi conseguenze è prevista la possibilità di ottenere una proroga per tali termini in caso di specifici reati gravi. Tale istituto non si applica, poi, per i reati puniti con l’ergastolo.

Aumenteranno i reati a citazione diretta e diminuiranno le impugnazioni

Per evitare il dispendio di tempo dovuto all’udienza preliminare, verranno aumentati i reati con citazione diretta davanti al tribunale in composizione monocratica. Esigenze di deflazione anche per i cambiamenti previsti per il sistema delle impugnazioni. I principali interventi consistono nell’estendere le attuali ipotesi di inappellabilità delle sentenze ed ampliare l’ambito applicativo del concordato sui motivi in appello. Interessante novità è anche l’introduzione dell’inammissibilità dell’appello per aspecificità dei motivi.

Il diritto all’oblio

diritto alla cancellazione dei propri dati personali
Diritto alla cancellazione dei propri dati personali in forma rafforzata – meteoweek.com

La riforma prevede che il decreto di archiviazione e la sentenza di non luogo a procedere o assoluzione consentano l’emissione di un provvedimento di deindicizzazione. Tale provvedimento ha la funzione di garantire in modo effettivo il diritto all’oblio di indagati o imputati.

Cosa prevede la riforma della giustizia? Rendere il processo più moderno ed efficiente

In conclusione si delega il Governo a promuovere la digitalizzazione e un maggior uso di applicativi informatici. In generale, si consolida il principio della obbligatorietà dell’utilizzo di modalità digitali sia per il deposito di atti e documenti sia per le comunicazioni e notificazioni.

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Si prevede, nello specifico, la possibilità di depositare atti e notifiche per via telematica. Intanto, sono già avviate le prime assunzioni per l’Ufficio per il processo, dedicato proprio a migliorare l’efficienza della giustizia italiana attraverso la digitalizzazione.