Incendio a Milano: in corso sequestri dei documenti relativi ai pannelli

Sono in corso perquisizioni per sequestrare documenti relativi ai pannelli del rivestimento esterno della Torre dei Moro di via Antonini, il grattacielo di 18 piani che domenica scorsa è incendiato trasformandosi in una torcia incandescente.


Sono in corso negli uffici della Aza Aghito Zambonini di Fiorenzuola (Piacenza). Le operazioni ‘presso terzi’ per raccogliere le carte che sono state disposte dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Marina Petruzzella nell’ambito dell’indagine per disastro colposo ancora a carico di ignoti e affidate a una squadra composta da vigili del fuoco, polizia giudiziaria in quota alla Procura.

La squadra di investigatori composta da vigili del fuoco e personale di polizia giudiziaria in quota alla Procura di Milano sta raccogliendo nell’azienda “specializzata – secondo quanto si legge sul sito web della società – nella progettazione, produzione, installazione e personalizzazione delle facciate per edifici residenziali, commerciali, o ad uso industriale” la documentazione commerciale e delle gare d’appalto, schede dei materiali e tutto quanto servirà per far luce sui pannelli esterni.

Nell’indagine in corso, tra i punti da sciogliere, c’è quello riguardante il ruolo della Aza Aghito Zambonini nella realizzazione della copertura esterna a forma di ‘vela’ del grattacielo di via Antonini. Si vuole sostanzialmente capire se abbia prodotto i pannelli forniti oppure li abbia solo commercializzati. Se si fosse ‘limitata’ a commercializzarsi, bisognerà anche risalire alla ditta produttrice. Mentre proseguono le indagini con l’audizione di molte persone, è stato nel frattempo rintracciato il proprietario dell’appartamento del 15esimo piano, quello da cui si è sviluppato l’incendio, che dovrà pure lui essere sentito.

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Secondo quanto riferito, i vigili del fuoco, che hanno già assemblato i vari video sull’incendio in un unico filmato in cui viene ricostruito quel che è accaduto e stanno stendendo una relazione da consegnare in Procura, in soli tre giorni hanno effettuato 110 accessi per poter consentire agli inquilini di recuperare nelle loro abitazioni devastate gli effetti personali.