Covid-19, lo studio sulle origini: «È passato due volte dall’animale all’uomo»

Lo studio sulle origini del Covid-19 si arricchisce di nuovi dettagli. Uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature, ha individuato nei mercati cinesi due linee virali nelle prime sequenze dei genomi del virus. Se esse avessero origini separate, vorrebbe dire che quest’ultimo è passato due volte dall’animale all’uomo. I dati, ad ogni modo, escluderebbero l’ipotesi della fuga dell’agente patogeno da un laboratorio di Wuhan.

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Le origini del Covid-19 sono ancora misteriose – meteoweek.com

Quali siano le origini del Covid-19 è ancora un mistero, ma la ricerca della verità si arricchisce passo passo di nuovi dettagli. Uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati recentemente sulla rivista Nature ma che devono essere ancora sottoposti a revisione, rivela infatti che il virus potrebbe essere passato due volte – non una, come inizialmente ipotizzato – dall’animale all’uomo. Ciò significa che la pandemia ha avuto origini animali multipli, non soltanto da ricondurre al mercato di Wuhan. Il contributo più importante che la ricerca, nel caso in cui fosse ritenuta valida, potrebbe dare, riguarda l’esclusione definitiva dell’ipotesi della fuga del laboratorio. L’origine dunque sarebbe naturale.

La nascita della pandemia di Coronavirus

I ricercatori che si sono occupati di realizzate lo studio hanno analizzato 1.716 genomi SARS-CoV-2 contenuti in un archivio online chiamato GISAID. Essi sono stati raccolti prima del 28 febbraio 2020, ovvero prima che i casi di positività venissero registrati in Europa. Gli esperti hanno notato delle differenze genetiche chiave tra due linee virali, denominate A e B. La linea virale A, diffusa in tutta la Cina, è stata registrata in campioni di persone collegate ad altri mercati diversi da quello di Wuhan, mentre la linea B, che successivamente si è diffusa a livello mondiale, includerebbe invece i campioni prelevati da persone che hanno visitato il mercato del pesce di Huanan a Wuhan, nell’occhio del ciclone anche per la vendita di animali selvatici. Sono stati inoltre identificati 38 genomi “intermedi“. “È molto improbabile che uno qualsiasi dei cosiddetti genomi intermedi sia in realtà genoma di transizione”. Questa l’idea di Joel Wertheim, epidemiologo molecolare presso l’Università della California, a San Diego.

Le ipotesi di correlazione da analizzare, infatti, adesso sono due. In un caso le due linee virali potrebbero essere una la mutazione dell’altra, dalla A alla B o viceversa. Ciò significherebbe che il progenitore del virus è passato solo una volta dagli animali alle persone. In un altro caso, invece, le due linee virali potrebbero essere separate. Ciò significherebbe che il virus, prima della nascita della pandemia, è passato due volte dall’animale all’uomo, infettandolo. Quest’ultima sembrerebbe quella più plausibile secondo gli scienziati che hanno condotto lo studio ed alcuni colleghi. “È uno studio molto significativo. Se si riesce a dimostrare che A e B sono due linee separate e che ci sono state due ricadute, tutto ciò elimina l’idea che provenga da un laboratorio”. Lo ha detto Robert Garry, virologo della Tulane University di New Orleans, in Louisiana.

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La pandemia ha avuto origine nel mercato di Wuhan? – meteoweek.com

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Le origini «animali» del Covid-19

In base allo studio, dunque, è ormai acclarato che il Covid-19 sia saltato da un animale all’altro, fino all’uomo. Probabilmente più di una volta. Il fatto che animali vivi venissero venduti al mercato di Wuhan e in zone della Cina ha reso inevitabile tale processo, avvenuto forse contemporaneamente in almeno due aree del Paese. I pipistrelli, come inizialmente pensato, non sono gli unici indiziati. Una ricerca terminata a giugno, i cui risultati sono già stati pubblicati, in tal senso, ha confermato che il commercio di cani, procioni, visoni e qualsiasi altro esemplare sensibile SARS-CoV-2 potrebbe avere contribuito alla diffusione del virus, che è passato più volte dagli animali alle persone.

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