Ucraina, il politologo Zubov: “Putin non vuole la guerra, ma non può perdere la faccia”

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Putin ha anche un problema di ordine interno, racconta lo storico e politologo: se non ottiene risultati a rischio il suo ruolo di leader.

Vladimir Putin “è molto più propenso alla trattativa di quanto sia trapelato”. È quanto sostiene lo storico e politologo russo Andreij Zubov che, intervistato da Avvenire, esprime la sua convinzione che “Putin non vuole la guerra e non la vuole nemmeno una parte del Cremlino. Non gli conviene e non otterrebbe nemmeno i risultati che spera”.

Putin sa benissimo che gli serve la diplomazia

Andreij Zubov, storico e politologo russo – Meteoweek

“Putin di fondo – spiega lo storico – vuole due cose in questo momento: il riconoscimento internazionale dell’auto annessione della Crimea alla Russia e l’indipendenza del Donbass. Per lui è importantissimo raggiungere questi traguardi e sa perfettamente che l’unico modo possibile è la mediazione diplomatica e non la guerra”.

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Se il presidente russo non riuscisse a raggiungere i traguardi che si è prefissato a causa del rifiuto occidentale, questo per lui potrebbe diventare un “vero problema, ed è un problema per prima cosa di ordine interno. Se Putin non riesce a ottenere niente dalla mediazione e ritira le truppe, il suo ruolo di leader potrebbe venire seriamente compromesso. Ma anche se entra in guerra, questo avrà un costo altissimo, e la responsabilità ricadrà comunque su di lui. Per questo ha bisogno che l’Occidente accolga almeno una parte delle sue richieste”.

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“Putin – illustra ancora Zubov – è molto più propenso alla trattativa e al raggiungimento di un compromesso di quanto sia trapelato. In questi sette anni, dall’inizio della guerra in Ucraina, i rapporti con l’Occidente sono stati difficili e lui vuole porre fine a questa soluzione. Ma ne vuole uscire con un prestigio di leader mondiale rafforzato”.