Benzina, prezzi folli: parte un’inchiesta e il governo prepara provvedimenti

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A forza di aumentare, centesimo dopo centesimo, alla fine è successo quello che temevano in tanti: il sorpasso del gasolio sulla benzina. Adesso il costo del diesel ha superato quello della benzina di qualche centesimo. Ma tutti i carburanti sono schizzati alle stelle fino ad arrivare alla stratosferica quota di 2,5 euro al litro in alcune regioni italiane.

Le ultime rilevazioni danno il gasolio sopra i 2,33 euro al litro al servito e oltre i 2,22 al self, mentre la verde si attesta attorno ai 2,32 al servito e 2,21 al lito al self.

In media la benzina è cresciuta del 39.3% rispetto a un anno fa e il gasolio è impennato del 51,3% in più.

Tutti rincari che ricadono inesorabilmente sui prezzi finali di merci e prodotti. E non potrebbe essere altrimenti visto che in Italia l’85% delle merci vengono trasportate su strada. Infatti praticamente tutte le categorie sono a dir poco allarmate: camionisti, allevatori, Confindustria, consumatori finali.

Le tasse sulla benzina incidono sul prezzo finale per il 50%

Le tasse su benzina e gasolio superano il 50% del prezzo complessivo pagato dai consumatori finali – Meteoweek

Intanto la Procura di Roma annuncia l’apertura di un’inchiesta – al momento senza alcuna ipotesi di reato e indagati – sul rialzo esorbitante del costo di gas, energia elettrica e carburanti. L’obiettivo sarebbe quello di capire le ragioni dei rincari e identificare le eventuali responsabilità.

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Anche il Codacons si è mosso presentando un esposto a 104 procure in tutto il paese, oltre che al Garante della concorrenza. L’associazione dei consumatori chiede di investigare su possibili attività di speculazione, mentre si moltiplicano le voci che chiedono al Governo di ridurre il carico fiscale sui carburanti come già fatto da altri paesi europei.

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Le tasse su benzina e gasolio superano infatti il 50% del prezzo complessivo pagato dai consumatori finali. Tra le accise pagate dagli automobilisti su ogni litro di benzina c’è ancora quella della guerra in Etiopia, conclusasi 86 anni fa, oltre a quella per la crisi di Suez (1956) e per l’opera di ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963). Domani è previsto il Consiglio dei ministri durante il quale dovrebbero essere presi dei provvedimenti per rallentare la pazza corsa del prezzo dei carburanti. Tagliare le accise potrebbe abbassare il prezzo di circa 10 centesimi.