Caro benzina, l’appello dei gestori. Il diesel schizza oltre i 2 euro

Non si arresta l’aumento del costo del carburante dall’inizio della guerra in Ucraina.

I dati di Assoutenti, l’associazione specializzata nel settore dei trasporti, e del Codacons, parlano chiaro: oggi un litro di benzina e diesel costa rispettivamente il 28,3% e il 33% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il che si traduce, in termini di spese, a +533 euro all’anno per le famiglie che utilizzano auto a benzina, e +568,8 euro per chi ha un diesel. Questi gli effetti della guerra in Ucraina, che dal suo inizio ha provocato una serie di maxi-rincari su tutti i mercati, provocando forti aumenti sui prezzi della benzina. Se infatti il 24 febbraio, il prezzo della benzina al self-service era in media di 1,859 euro al litro e il diesel 1,733 al litro, oggi è aumentato di quasi 30 centesimi al litro. E se prima la spesa per un pieno di un’auto media cilindrata era di circa 94 euro, oggi si arriva a 106 euro.

Il prezzo del gasolio supera la benzina

Il gasolio in alcune stazioni di servizio costa addirittura più della benzina. Secondo i dati di Quotidiano Energia relativi alla giornata del 9 marzo, il prezzo medio della benzina al servito cresce a 2,216 euro/litro con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 2,164 e 2,316 euro/litro (no logo 2,120). La media del diesel servito sale a 2,172 euro/litro (ieri 2,074) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 2,158 e 2,241 euro/litro (no logo 2,095). Aumenti anche nei prezzi del Gpl, che vanno da 0,867 a 0,888 euro/litro (no logo 0,866). Il prezzo medio del metano auto, infine, è in forte rialzo e si posiziona tra 1,912 e 2,290 (no logo 2,154). Il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self vola da 2,048 a 2,124 euro/litro, con i diversi marchi compresi tra 2,108 e 2,168 euro/litro (no logo 2,082). Il prezzo medio praticato del diesel self vola da 1,966 a 2,074 euro/litro con le compagnie posizionate tra 2,042 e 2,121 euro/litro (no logo 2,061).

La preoccupazione dei gestori e le misure dei governi

Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio riportano in una nota la richiesta al governo da parte dei gestori di carburanti di “interventi urgenti e l’immediato ripristino dell’accisa mobile già prevista nella legge finanziaria 2008”. Comunicate anche le iniziative per contrastare la crisi in atto “In attesa che arrivino dal Governo i segnali richiesti i gestori, nel tentativo di arginare l’aumento vertiginoso dei costi a margini invariati, a partire dalla giornata di lunedì 14 marzo terranno spenta l’illuminazione degli impianti in modalità self-service durante le ore notturne”. La nota sottolinea anche “l‘assoluta incapacità dei governi che si sono succeduti nel tempo ad affrontare in termini di sistema la questione energia, ci vuole una presa di coscienza collettiva, che riporti il tema della sicurezza energetica al primo posto nell’azione politica per evitare di ricadere, sempre e comunque, nell’incertezza. Per le famiglie, per l’industria e per il terziario». Altre iniziative verranno valutate “nei prossimi giorni per salvaguardare il mantenimento dei livelli occupazionali degli oltre 22mila distributori di carburanti, di un settore al servizio del Paese e dei cittadini che dà lavoro ad oltre 100 mila famiglie”.

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I gestori chiedono inoltre che il Governo intervenga immediatamente applicando quanto previsto dalla legge 244 del 2007 in tema di accisa mobile (o anticiclica) che consente di sterilizzare gli aumenti dell’Iva, dando quindi un minimo di stabilità a famiglie ed operatori economici. E proprio in materia di accise, l’Irlanda ne ha annunciato un taglio temporaneo sia su benzina che diesel, con una riduzione di 20 centesimi per litro di benzina e di 15 per litro di diesel (con un risparmio di circa 12 euro per un pieno di benzina e 9 per il diesel), a partire dalla mezzanotte di venerdì 11 marzo. In Bosnia-Erzegovina la Camera dei Rappresentanti, uno dei due rami del parlamento federale, ha approvato oggi un provvedimento che abolisce le accise sui derivati del petrolio per sei mesi.

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Intanto nel nostro Paese non rialzo non tende a cessare, e nei prossimi giorni la crisi potrebbe peggiorare senza un intervento mirato del governo, con il rischio di aumento di benzina e diesel di 60 centesimi al mese, per un rincaro annuo di 7,20 euro al litro equivalente a +300% del costo di un solo litro di benzina. Il risultato potrebbe essere la rinuncia per molte famiglie all’utilizzo della macchina, che si trasformerebbe in un bene di lusso.

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