L’Italia si divide sulle spese militari e l’invio delle armi in Ucraina [VIDEO]

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L’invio di nuove armi all’Ucraina da parte dell’Italia e il conseguente aumento delle spese militari dividono l’opinione pubblica del Paese. Da una parte c’è il presidente del Consiglio Mario Draghi, che si dice convinto fino in fondo delle decisioni prese in accordo con i paesi alleati: Francia, Germania, Stati Uniti e Inghilterra. Il decreto interministeriale con l’invio delle armi in Ucraina, il cui contenuto è secretato, è il frutto dell’applicazione del decreto legge già approvato alla Camera e al momento in discussione in Senato.

Si parla di un aumento delle spese militari ipotizzato al 2 per cento del Pil, vale a dire uno stanziamento di 38 miliardi l’anno rispetto ai quasi 26 dell’anno precedente. La misura è passata alla Camera con una larghissima maggioranza e Draghi andrà dritto per la sua strada, tenendo una consultazione costante e un’intesa completa con il presidente della Repubblica da poco rieletto, Sergio Mattarella.

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L’Italia si divide sulle spese militari e l’invio delle armi in Ucraina [VIDEO] – www.meteoweek.com
Nel frattempo tuttavia, dall’altra parte dello scenario c’è quella parte del Paese che riscontra una certa incoerenza nel voler contrastare una guerra aumentando il numero di armi impiegate nel conflitto. A dare voce a questo schieramento ci ha pensato Papa Francesco, durante l’udienza generale del 23 marzo.

“Preghiamo perché i governanti capiscano che comprare e fare armi non è la soluzione al problema. La soluzione è lavorare insieme per la pace e come dice la Bibbia, fare delle armi strumenti per la pace”, ha detto il pontefice al termine della sua preghiera, sottolineando anche come “le notizie delle persone sfollate, delle persone che fuggono, delle persone morte, delle persone ferite, tanti soldati caduti da una parte e dall’altra, sono notizie di morte. Noi abbiamo smarrito la via della pace”.

“Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali – ha infine ricordato il Santo Padre – abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani”.