Guerra Russia-Ucraina: Mariupol sotto le bombe, contrattacco ucraino a nord-ovest di Kiev

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La città portuale di Mariupol continua a essere pesantemente bersagliata, anche se il centro rimane in mano ucraina.

In diverse zone del paese la resistenza ucraina rallenta l’avanzata russa e vicino a Kiev i soldati gialli e blu riescono anche a ricacciare le truppe nemiche.

Edifici residenziali sventrati dalle bombe a Mariupol – Meteoweek

La controffensiva ucraina ha respinto le forze russe su vari fronti di guerra e in alcune zone a nord-ovest di Kiev i soldati ucraini sono riusciti a prevalere. Come nel sobborgo di Irpin, che nel pomeriggio di ieri è tornato in mano ucraina.

Da parte russa continuano i bombardamenti e gli attacchi coi missili nel tentativo di “distruggere completamente le infrastrutture e le aree residenziali delle città ucraine”. Lo ha comunicato lo Stato maggiore delle forze armate ucraine che fa sapere di aver “respinto sette attacchi in direzione di Donetsk e Luhansk“.

L’efficacia dei contrattacchi ucraini è stata confermata anche dall’intelligence britannica secondo cui i soldati gialli e blu stanno avendo un certo successo “a nord-ovest di Kiev, anche a Irpin, Bucha e Gostomel” dove i russi sono stati ricacciati all’indietro. Tuttavia, per la sua “capacità di attacco” la Russia “rappresenta ancora una minaccia significativa” ha aggiunto l’intelligence di Londra.

Mykolaiv: distrutto il palazzo dell’amministrazione regionale

Mykolaiv, il palazzo dell’amministrazione regionale distrutto da un missile russo – Meteoweek

Mariupol, anche se pesantemente bombardata, rimane ancora in mano delle forze ucraine, che tengono sotto controllo il centro della città. Lo spiegano sempre gli 007 britannici che precisano come altrove i russi abbiano conservato le posizioni mentre cercano di riorganizzarsi e recuperare le forze.

Il vice primo ministro Iryna Vereshchuk ha fatto sapere che sono stati aperti dei nuovi corridoi umanitari, tre per l’esattezza, dai quali sarà di nuovo possibile far transitare la popolazione civile in fuga dai centri cittadini sotto assedio dopo uno stop di 24 ore causato dalle “provocazioni” di Mosca. A Mykolaiv un raid russo ha distrutto il palazzo dell’amministrazione regionale. Lo ha riferito governatore dell’oblast della città colpita dall’attacco.

Da parte russa si annuncia invece di aver distrutto, con dei missili ad alta precisione, un deposito di carburante nella regione di Rivne. Il terminale serviva al rifornimento di veicoli militari. Mosca inoltre afferma di aver centrato 68 obiettivi militari, tra i quali tre centri di comando, e distrutto tre droni nella zona di Chornobaivka. La guerra dunque prosegue, ha comunicato il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenko.