Strage di Samarate, Nicolò Maja è stato operato, resta in pericolo di vita

Una vera mattanza, l’idea di Alessandro Maja era questa, quando ieri a Samarate, ha aggredito a martellate la sua famiglia. Ha ucciso la moglie Stefania e la figlia Giulia, di 16 anni nel sonno. Pensava di aver ucciso anche Nicolò, ma il ragazzo, 23 anni è sopravvissuto ed è stato operato.

È ancora in pericolo di vita, è ricoverato all’ospedale di circolo di Varese, ed è l’unico sopravvissuto alla furia omicida del padre.

Nicolò Maja – MeteoWeek

Nicolò è stato colpito più volte alla testa con un martello, forse anche con un trapano, ma questo dettaglio è ancora al vaglio degli inquirenti. Il ragazzo ha riportato un gravissimo trauma cranico ed è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.Se anche dovesse sopravvivere, Nicolò, avrebbe comunque dei danni permanenti la cui entità al momento non può essere dichiarata.

Maja in carcere a Monza

Nelle prossime 48 ore è previsto l’interrogatorio di garanzia di Alessandro Maja, il geometra 57enne arrestato ieri per l’atroce delitto.  L’uomo, trasferito ieri sera dall’ospedale di Busto Arsizio (Varese) a quello di Monza, ora si trova nel carcere di Monza. È stato medicato dalle ferite e le ustioni che si è autoinflitto dopo il massacro della sua famiglia, ieri Maja si è avvalso della facoltà di non rispondere durante il suo primo interrogatorio.

Le parole del nonno di Nicolò

Il nonno materno di Nicolò Maja, a ‘La vita in diretta’, ha dichiarato: “Pensavo di trovarlo molto peggio di come l’ho visto, guardandolo era quello di prima tranne per il cranio fasciato, lui era bello come sempre, il medico ha detto che le condizioni sono stabili e ha detto che le percentuali al 70% sono buone e questo mi ha rincuorato”.