Nicola Zingaretti e i buoni propositi per il 2020: “Ricreare un sistema Italia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:34

Il capogruppo del Pd ha lanciato anche un monito a Renzi e Salvini. “Basta con odio e divisioni, dobbiamo dare dei segnali”, dichiara Nicola Zingaretti.

zingaretti

Nicola Zingaretti rivela i suoi buoni propositi in vista del nuovo anno. Il leader del Partito Democratico ha rilasciato una lunga intervista per Repubblica, durante la quale ha parlato delle sue intenzioni per il 2020. Il numero uno del centro-sinistra ha elencato una serie di azioni da intraprendere per cercare di risollevare le sorti dell’Italia.

E il primo monito, Zingaretti lo lancia ai separatisti – come nel caso di Matteo Renzi – ma anche a Matteo Salvini. “Innanzitutto basta con odio, divisioni, rancore, miopia e egoismo. Bisogna dare al più presto segnali“, ha dichiarato Zingaretti in tal senso. E poi via con i propositi, con il capogruppo dem che svela i piani che, a suo parere, andrebbero eseguiti nel 2020. “È arrivato il tempo di ricostruire. Il 2020 dovrà essere l’anno di un nuovo vocabolario civile e con politiche di vera ricostruzione. Bisogna dare vita a un nuovo, moderno e ambientalmente sostenibile sistema industriale per creare lavoro e benessere“.

Dunque secondo Zingaretti l’Italia deve essere ricostruita per poi rilanciarla. Sono tanti i settori che meriterebbero più di un semplice ritocco, come sostiene l’attuale leader del Pd. “Dobbiamo riattivare vere e moderne politiche per la formazione, la ricerca, per dare autonomia e forza a una nuova generazione e con essa al paese. Dobbiamo ricostruire un sistema Italia, uno Stato più semplice, competitivo, utile, con maggiore giustizia fiscale“.

E poi c’è ancora da valutare il sistema scolastico. Di recente è avvenuta una vera e propria rivoluzione, con le dimissioni dell’ex ministro Fioramonti e la nomina di Azzolina e Manfredi, con conseguenze scissione del ministero. Nicola Zingaretti svela la sua ricetta per rilanciare anche questo settore: “In primis adeguare gli stipendi degli insegnanti, aumentare l’obbligo scolastico da 3 a 18 anni, concordare con i sindaci l’apertura fino alle 18 di tutti i plessi scolastici nei quartieri“.

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