Woody Allen, presunto abuso sulla figlia: la verità del regista

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Woody Allen racconta la sua vita con lo stile disincantato e ironico al quale ci ha abituato: nella sua autobiografia ripercorre le tappe della sua vita e parla anche delle accuse di molestie nei confronti della figlia adottiva.

Woody Allen
ANDER GILLENEA/AFP via Getty Images

Woody Allen parla della sua vita e della sua carriera nel libro uscito in questi giorni in tutto il mondo in formato digitale. L’autobiografia del celebre regista e attore, dal titolo “A proposito di niente“, è edita in Italia da “La nave di Teseo“. La versione cartacea sarà disponibile dal 9 aprile.

La pubblicazione arriva dopo diverse polemiche: il primo editore negli Stati Uniti, Hachette, aveva rinunciato alla pubblicazione dopo le proteste dei suoi dipendenti. Questi ultimi si erano ribellati dopo le accuse di molestie che hanno travolto il regista. Successivamente un nuovo gruppo, Arcade Publishing, ha scelto di mandarla in stampa.

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L’autobiografia di Woody Allen: la versione del regista sugli abusi alla figlia

Un libro, o meglio un’autobiografia di 400 pagine, in cui Woody Allen racconta della sua vita, ripercorrendola tutta dall’infanzia a Brooklyn fino al successo mondiale dei suoi film, con aneddoti e battute.

Ampio spazio è dedicato alle delicate questioni personali che sono costate al regista la condanna da parte del movimento “Me too” e anche dell’opinione pubblica: Woody Allen è stato accusato di presunti abusi sulla figlia adottiva Dylan.

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Untitled 2017 film.

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Dylan accusa il padre adottivo: ecco le parole del regista

Woody ha voluto dire la sua su quel famoso pomeriggio del 1992, che la ragazza indica come la data in cui è stata portata in soffitta per essere molestata dal suo padre adottivo.

Il regista precisa che quel giorno non c’era una soffitta, ma i due si trovavano in una stanza piena di persone e per un attimo lui può “avere appoggiato la testa in grembo a Dylan“, scrive.

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Nulla di inopportuno“, sottolinea ma secondo il regista a metterci lo zampino ci ha pensato la madre “vendicativa”, Mia Farrow. “La testa in grembo con il tempo si sarebbe trasformata nelle molestie in soffitta”.

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