Coronavirus, Beppe Sala: “Riapertura? Milano si farà trovare pronta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:07

Il sindaco del capoluogo lombardo non risparmia un attacco alle regioni. “Privilegiati i grandi ospedali, in primis quelli privati”, dichiara Beppe Sala. Che annuncia: “Useremo la tecnologia per ripartire”.

beppe sala

Si avvicina sempre di più la data tanto attesa di venerdì 3 aprile. Era questa la data fissata dal Governo e annunciata dal premier Conte, nel giorno dell’annuncio delle prime misure restrittive contro il Coronavirus. È quasi impossibile pensare che dal giorno successivo, la vita degli italiani possa tornare alla normalità. E a ribadire il concetto ci pensa un’altra voce autorevole, spesso tirata in ballo – per cause di forza maggiore – durante l’emergenza. È quella di Beppe Sala, sindaco di Milano, una delle città più colpite in Italia dal virus.

Intervenuto in diretta telefonica ai microfoni di RTL 102.5, Beppe Sala ha fatto capire non è del tutto assurdo pensare a una riapertura. Anche perchè, per quanto il Coronavirus continui a spingere in Lombardia, i numeri resi noti negli ultimi giorni sono in lieve miglioramento. “Io devo presidiare la situazione giorno per giorno – ha dichiarato il primo cittadino – , devo avere in testa delle azioni di riapertura e di rilancio, il mio non è uno stupido ottimismo ma la volontà di essere pronti e dare una mano a chi dovrà ripartire“.

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Il sindaco di Milano alza la voce – meteoweek.com

Dunque, a proposito di Beppe Sala, potremmo quasi parlare di una voce fuori dal coro. Anche perchè dal canto suo, la città di Milano potrà sfruttare diversi mezzi per riavvicinarsi volta per volta al livello raggiunto prima dell’arrivo del virus. “La situazione di Milano è particolare perché più dall’alto cadi e più ti fai male e noi eravamo in un periodo davvero d’oro, abbiamo fatto un progresso incredibile anche se non esteso a tutti. Per ripartire seremo molto la scienza, la tecnologia e il digitale, non sono contrario a cercare di cifrare i nostri comportamenti e movimenti, non è un problema di sospendere i nostri diritti e la privacy, se non si riparte in fretta, penso ai più poveri. Anche a Milano quanto si perderà in termini di occupazione?“.

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Beppe Sala: “Errori dalle regioni”

Beppe Sala prende atto anche del fallimento del progetto legato al regionalismo. Secondo il sindaco di Milano, è necessaria una riforma per mettersi alle spalle questa decisione, che durante un’emergenza del genere ha dimostrato tutte le sue falle. “Il regionalismo a 20 Regioni è fallito, prendiamone atto. Oggi nessuna polemica ma appena potremo se non avvieremo queste riforme sarà un danno enorme per il Paese. Nei momenti di crisi vedi come il sistema collassa. Questa è una vera e grande responsabilità della politica, la stagione delle riforme sarà indispensabile per la ripartenza del Paese. La classe politica, e mi ci metto anche io, vedremo se avrà il buonsenso di mettersi insieme a un tavolo con la capacità di lavorare nelle diversità, perché su questi temi è indispensabile“.

Il sindaco di Milano ha anche bacchettato la regione Lombardia, per la gestione dell’emergenza sul fronte della sanità. I privilegi dati alle grandi strutture hanno, dal suo punto di vista, acuito l’emergenza in tutta la regione. “La sanità lombarda ha fatto una scelta diversa da quella di Veneto ed Emilia Romagna – sostiene Beppe Sala – . Ha privilegiato le grandi strutture ospedaliere e in particolare anche quelle private. Si è persa la capacità di tenuta sul territorio del tessuto socio sanitario. E in questo momento questo è un limite. Io evito con grande attenzione qualunque tipo di discussione, di rischio di litigio con il mio collega Attilio Fontana e ci mancherebbe altro, la gente non ce lo perdonerebbe. Ma parlate con i medici di base e sentite cosa dicono, i consultori non ci sono più“.