E se l’Italia uscisse dall’Europa? Le conseguenze di ItalExit

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:59

In Italia la crisi di fiducia nei confronti dell’Ue è oggi più accentuata che mai. L’incapacità di Bruxelles nel dare un aiuto concreto al nostro Paese nella lotta al Coronavirus e l’eccessiva resistenza agli Eurobond stanno contribuendo a diffondere un certo malcontento tra gli italiani. Persino gli europeisti più convinti traballano, tanto che c’è chi, ad oggi, è convinto che tutta questa situazione – alla fine – potrebbe addirittura comportare un’uscita dell’Italia dall’Ue.

Mattarella preoccupato per il futuro dell’Italia all’interno dell’Ue

“Spero che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa”, ha dichiarato poco prima di Pasqua il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, probabilmente consapevole del fatto che – senza un intervento mirato da parte dell’Ue – il progetto politico europeo rischia di perdere per sempre l’appoggio dell’Italia.

mattarella

La dimostrazione di solidarietà che gli italiani, durante la pandemia, si aspettavano di ricevere in quanto cittadini europei non è arrivata e, proprio per questo motivo, economicamente e politicamente la situazione è molto complicata.

In tutto questo si inseriscono i partiti anti-europeisti come la Lega di Matteo Salvini il quale, se cavalcando l’onda dell’euroscetticismo dovesse uscirne trionfante, alle prossime elezioni potrebbe inserire nel proprio programma di Governo proprio l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea.

Ma cosa comporterebbe tutto questo? Quali sarebbero le conseguenza di un ItalExit?

Dl aprile, Salvini- eliminare incompatibilità tra bonus e assegni d'invalidità (Getty) - meteoweek.com

Cosa succede se l’Italia lascia l’Europa?

Non sappiamo ancora che cosa ci prospetta il futuro, eppure la sola eventualità che l’Italia possa decidere di uscire dall’Unione Europea continua oggi a far tremare gli investitori.

Il motivo, a tal proposito, è da ricercarsi nelle conseguenze stesse che avrebbe questa decisione prima di tutto sulla valuta. L’abbandono della zona euro, infatti, svaluterebbe la moneta italiana, il che – di colpo – farebbe aumentare l’insostenibilità del debito pubblico dello Stato.

Il rapporto debito pubblico/Pil è già molto preoccupante, con il Coronavirus, poi, rischia di accentuarsi ancora di più (tanto che l’FMI ha detto che ci aspetta una delle più gravi crisi dopo la grande depressione del ’29). Dover rimborsare il debito pubblico non potendo contare su una valuta forte danneggerebbe pertanto i risparmiatori e gli investitori italiani che detengono quote di esso.

L’incertezza che ne deriverebbe avrebbe poi delle ripercussioni sui titoli di stato italiani a lungo termine, con conseguenze negative che finirebbero col compromettere molto le finanze pubbliche.

Italia fuori dall’Ue: quali i vantaggi?

Una nuova valuta italiana, ovvero una moneta che prenda il posto dell’euro, potrebbe aiutare il nostro Paese ad essere più competitivo nel settore export. La verità, però, è che il costo complessivo di tale azione (considerando nel complesso tutti i settori colpiti dall’uscita), sarebbe di gran lunga maggiore rispetto ai possibili guadagni che si ricaverebbero nel campo delle esportazioni. Per fare un esempio, la svalutazione della moneta farebbe inevitabilmente aumentare l’inflazione e così, mentre l’export ne gioverebbe, i costi delle importazioni finirebbero con l’aumentare sempre di più.

ItalExit peggio della Brexit?

Se l’Italia decidesse di lasciare l’UE, sarebbe il secondo grande paese a farlo. Nel giugno 2016 gli elettori britannici hanno scelto di lasciare l’UE, dando il via ad un processo che è poi sfociato nella Brexit.

Se l’uscita del Regno Unito ha comportato non pochi problemi per Bruxelles e gli Stati Membri, la prospettiva di un ItalExit secondo gli esperti sarebbe addirittura ancora più problematica.

Va ricordato, prima di tutto, che l’Italia, a differenza dell’Inghilterra di Boris Johnson, ha adottato l’euro. La nostra valuta è l’euro, mentre così non è mai stato per lo Stato inglese. L’euro, inoltre, è la seconda valuta più utilizzata al mondo dopo il dollaro USA.

Considerando inoltre che il nostro Paese è la terza potenza dell’euro zona (dopo Germania e Francia), è facile capire come mai l’addio all’euro e la svalutazione della sua moneta avrebbe delle implicazioni molto più ampie e complesse, tanto da coinvolgere l’intera Europa occidentale fino ad estendersi al resto del mondo.

Tutto sarebbe così complicato e comporterebbe un tale scompiglio che la ragion d’essere dell’Unione stessa ne potrebbe uscire lesa.