Mascherine, il dramma dell’imprenditore: “Il prezzo fisso ci ha rovinato”

Un imprenditore del centro Italia sostiene di essere stato abbandonato dalle istituzioni. “Tutto è dovuto al costo fisso per le mascherine”, dichiara.

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In un’Italia che sta cercando di uscire dall’emergenza Coronavirus, c’è un tema che continua a tenere banco. È quello delle mascherine, che da un paio di settimane sono disponibili presso i rivenditori autorizzati al costo di 50 centesimi più iva. I 61 centesimi della discordia che ora rischiano di mettere in serie difficoltà chi le rivende, senza ovviamente un guadagno. E allora ecco che, in un’intervista rilasciata per Tpi, un imprenditore del centro Italia ha fatto una chiara denuncia. Per inciso, l’imprenditore ha preferito restare anonimo.

L’imprenditore aveva convertito la sua azienda per creare mascherine dal nuovo. Ma tutto è crollato, dopo un buon inizio: “Ho iniziato quasi per gioco – ha dichiarato – , creando mascherine per familiari e amici che ne avevano bisogno. Dopo poco sono stato sollecitato da personale della mia regione, che mi ha invitato a convertire la produzione aziendale per venire incontro alle esigenze di comuni ed enti locali. Piuttosto che tenere la mia azienda chiusa, ho scelto di fare questo lavoro”. E così, dopo i primi contatti con le istituzioni locali, è iniziata la vendita delle mascherine nel suo Comune.

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Ma a un certo punto, la sua situazione è iniziata a peggiorare, come racconta lui stesso. “La domanda aumentava, e visto che lo Stato parlava di incentivi alle aziende che si sarebbero riconvertite, ho acquistato nuovi macchinari e ho avviato l’iter per ottenere la certificazione”. Di fronte a un investimento da circa 70-80 mila euro, però, non sono arrivati i tanto attesi e necessari incentivi. “Lo Stato ha messo a disposizione dei finanziamenti ma è complesso accedere – spiega – , e di fatto impossibile per le PMI perché i requisiti non possono essere soddisfatti, come la spesa minima di 200mila euro in macchinari”.

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L’imprenditore ha deciso comunque di andare avanti, in barba alle difficoltà, per contribuire alla causa. “Ottengo la certificazione e inizio a ricevere ordini di mascherine certificate, inizio anche a creare una rete vendite, con vantaggio temporale rispetto ad altri competitor”. Ma a un certo punto, il prezzo fisso per le mascherine ferma tutto: “Blocco ordini di macchinari che mi avrebbero permesso di aumentare la produzione e ridurre il prezzo, che era 75 centesimi + IVA. Il prezzo di 0.50 euro + IVA, è insostenibile per un’azienda”.

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L’imprenditore ha reso noto di aver fermato ordini per “centinaia di migliaia di euro”. Denaro che corrisponde ad altrettanto fatturato perso. La produzione continua nonostante non venga fatturato nulla, ma il problema è grave.