Home Cinema The Elephant Man | quando Mel Brooks lanciò la carriera di David...

The Elephant Man | quando Mel Brooks lanciò la carriera di David Lynch

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:07
CONDIVIDI

Ha compiuto 94 anni il leggendario Mel Brooks, regista, sceneggiatore, comico e produttore americano, autore di alcuni capolavori della storia del cinema come Frankenstein Junior e Mezzogiorno e mezzo di fuoco. Tra i tanti che gli hanno fatto gli auguri, anche David Lynch, che gli deve la propria carriera.

Anche David Lynch ha fatto gli auguri a Mel Brooks per i suoi 94 anni. Il regista di Twin Peaks ha salutato il suo vecchio amico durante uno dei suoi quotidiani aggiornamenti meteo, ricordando la fiducia che Mel Brooks ripose in lui ai tempi di The Elephant Man. Brooks, che era il produttore di quel film, diede a Lynch completa libertà su tutto, anche sull’utilizzo (commercialmente poco indicato) del bianco e nero.

I 94 anni di Mel Brooks

“Lo ricordo come fosse ieri. O forse no, perché i ricordi non sono più così nitidi quando arrivi alla mia età”. Così Mel Brooks, oggi 94enne, comincia il suo racconto di quando, verso la fine degli anni ’70, dopo il rifiuto di Terrence Malick, incontrò per la prima volta David Lynch. “Fui portato al Nuart Theatre, un posto strano sul Santa Monica Boulevard, dal mio amico produttore Stuart Cornfeld, per vedere una strana piccola pellicola chiamata Eraserhead. Mi stava infastidendo nel vedere il lavoro di questo ragazzo, un nuovo regista chiamato David Lynch. Era un bellissimo film in bianco e nero, ma non riuscivo ancora a credere che potesse essere il regista del progetto a cui stavo lavorando, The Elephant Man. Ma Stuart ne era convinto, quindi incontrai David. Avrei accettato l’incontro solo in un posto, chiamato Bob’s Big Boys, dove servono hamburger e frullati di malto”.

Leggi anche -> Coronavirus | l’esilarante video messaggio di Mel Brooks con suo figlio

Cosa accomuna Mel Brooks e David Lynch

“Immagino che lo abbia colpito l’aspetto del personaggio”, spiega Brooks. “Ed è qui che penso che ci siamo incontrati, mentalmente. I miei film, anche se sono comici, parlano di accettare il bizzarro. Impariamo di più su queste creature o su questi ebrei. So che Elephant Man non era ebreo, ma, per me, la storia aveva tutti gli aspetti dell’antisemitismo e [Joseph] Merrick aveva tutti i tratti del classico ebreo errante. Inoltre, è stato tenuto in un ospedale nel quartiere ebraico di Londra. Quell’ospedale era proprio di fronte a Bloom [un famoso ristorante kosher a Whitechapel], per l’amor di Dio. Whitechapel e l’East End. Ho adorato Petticoat Lane e Brick Lane”.

Il suo contributo al film

Il coinvolgimento di Mel Brooks al film non era solo economico, ma emotivo. “Sono stato sul set ogni giorno. Quando torno, è come se Londra fosse andata via, come se la vecchia nebbia se la fosse presa. All’epoca Londra era amichevole. Ho mangiato da Bloom ogni giorno e sono sopravvissuto. Sorprendente. Il primo giorno di riprese con David è stato nell’ottobre 1979 e faceva un po’ freddo. Ed era arrivato senza cappotto. Così gli comprai un bel soprabito blu che indossò tutti i giorni e si lamentava di non poter mangiare gli hamburger di Bob’s Big Boys. È molto ossessivo-compulsivo in quel senso, ma, sai, aveva trovato quel locale per hamburger a Londra e ha mangiato lì ogni giorno. Ho avuto a disposizione un cast meraviglioso. John Hurt, ovviamente, e Anthony Hopkins, che era magnifico, e Anne Bancroft. Era così brava in quel film. Aveva già vinto l’Oscar per The Miracle Worker ed era la moglie del produttore, quindi no, non doveva fare audizioni. Sei pazzo?”.