Roberta Ragusa è viva, ma solo per l’anagrafe. Beni bloccati per i figli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:18

Il caso di Roberta Ragusa, la donna uccisa da suo marito, Antonio Logli, risulta ancora un mistero per l’anagrafe. Arriva la denuncia da parte dell’avvocato Sozzi: “Tutto a causa di ritardi del Tribunale. Forse pensano non sia morta?”.

Roberta Ragusa per l'anagrafe è viva

L’imprenditrice di Gello, Roberta Ragusa, è viva. Ma a dirlo sono solo i documenti dell’anagrafe, date le indagini e le tre sentenze di condanna per omicidio nei confronti del marito Antonio Logli. Eppure, i suoi due figli, Alessia e Daniele, non possono usufruire dei beni lasciati potenzialmente in eredità nonostante Daniele, prima della sentenza definitiva del 10 luglio 2019, era stato nominato dal Tribunale come curatore delle proprietà anche se solo per l’ordinaria amministrazione. Roberta, invece, era proprietaria di due immobili, attualmente sfitti, e del 50% di un appartamento a Capoliveri e di un proficuo fondo patrimoniale. Ma tali beni non possono essere toccati dai due figli. “Al massimo possono attingere ai fondi solo per pagare le tasse”: è ciò che ha affermato l’avvocato Linda Sozzi, nonché il legale civilista che segue il caso e che in passato aveva tutelato Logli nella causa vinta contro il Comune di San Giuliano Terme per rientrare negli organici del municipio dopo il passaggio alla Geste. Di fatto, in parallelo al processo a carico del marito, c’è sempre stato un aspetto civilistico, che se in un primo momento era laterale: prima della Cassazione ora assume un rilievo primario. Dunque, una semplice ma pratica questione di sussistenza economica.

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Eppure, Roberta è passata sotto il profilo civilistico dalla condizione di assente a quella di scomparsa. Non c’è il riconoscimento formale che sia morta. Di conseguenza, gli eredi Alessia e Daniele non possono disporre dei suoi beni. L’avvocato Sozzi chiede da mesi al Tribunale la rettifica dello stato civile di Roberta Ragusa. Un documento che arriva dopo l’azione promossa dalla Procura della Repubblica. Serve quindi l’istanza del procuratore capo affinché il Tribunale proceda con il decreto di rettifica. Senza quell’atto l’anagrafe non può che lasciare “in vita” la donna sparita nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 dalla sua casa di Gello.

Omicidio Roberta Ragusa

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Una vicenda assurda, di cui l’avvocato Sozzi ne parla così:“Malgrado il signor Logli stia scontando una pesantissima condanna per aver ucciso e quindi distrutto il corpo della signora Ragusa e malgrado la condanna sia ormai definitiva, pare veramente interessante sottolineare come la signora Ragusa in realtà risulti assolutamente viva ai fini civili. Tengo a sottolineare che il Tribunale civile di Pisa pur avendone accertata prima l’assenza, poi la scomparsa (questo prima della nota condanna), evidentemente ritenendo possibile un suo ritorno abbia in primo luogo fissato una fideiussione altissima (centomila euro) a carico dei figli perché questi ultimi potessero procedere alla gestione dei beni della scomparsa, e ora, malgrado la sentenza a tutti nota, né Procura, né Tribunale Civile hanno autorizzato l’aggiornamento dello stato civile della signora Ragusa. È evidente che la stessa magistratura abbia dei dubbi sulla reale fine della signora Ragusa e forse sulla colpevolezza del signor Logli”.

Omicidio Roberta Ragusa, Antonio Logli