Gori: “Referendum, troppo disagio nel Pd. Io voto No”

Il sindaco di Bergamo ha fatto capire che aria tira all’interno del Partito Democratico. “Questa è è una riforma che a fronte di nessun beneficio produce diversi danni”, ha dichiarato Gori. 

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Giorgio Gori – meteoweek.com

Tutti i problemi del Partito Democratico vengono riassunti, in maniera fedele, da Giorgio Gori. Il sindaco di Bergamo è stato uno dei più discussi nelle scorse settimane, visto che la sua città è stata una delle più colpite dell’ondata di Covid-19. Ora il primo cittadino della città lombarda è tornato a parlare, questa volta dello scenario politico che si sta creando nel nostro Paese. In particolare, a far discutere è la posizione del suo partito di riferimento in merito al referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari, in programma tra una settimana.

Secondo Giorgio Gori, intervistato dal Corriere della Sera, la situazione di totale incertezza era inevitabile nel Partito Democratico. Il primo cittadino ha fatto sapere che tutta la giunta del Comune di Bergamo voterà contro questo taglio dei rappresentanti a Montecitorio. In particolare, a dare la spinta sono proprio gli assessori di casa dem, a conferma del “segno chiaro del forte disagio che c’è, nel Pd e non solo, rispetto a questo referendum“. Secondo Gori, si tratta di una conseguenza naturale di fronte a “una riforma che a fronte di nessun beneficio produce diversi danni“.

Il sindaco della città orobica, nel corso dell’intervista, ha voluto mettere in chiaro la posizione sua e della giunta bergamasca. “Non è una battaglia per mettere in difficoltà il segretario del Pd Zingaretti – ha chiarito Gori – . Qui il punto è un altro: la vittoria del Sì al referendum serve solo al Movimento Cinque Stelle“. Dunque, dal suo punto di vista, la posizione sua e degli assessori dem di Bergamo può essere vista con un modo per dare la scossa. Nessun attacco diretto al segretario, che a dire il vero ha già un buon fuoco amico da affrontare.

Giorgio Gori – meteoweek.com

Giorgio Gori sostiene che la posizione del Sì ha davvero poche basi sulle quali poggiarsi. Soprattutto dal punto di vista economico, con un risparmio quantificabile in poche centinaia di milioni di euro. “Il beneficio starebbe in un risparmio che però è risibile – ribadisce il rappresentante del Partito Democratico – . D’altra parte il taglio dei parlamentari riduce di molto la rappresentanza per i territori. Allo stesso tempo la riduzione danneggerà il funzionamento delle commissioni e renderà senatori e deputati più controllabili dai leader di partito“.

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Ma non c’è solo il referendum a far discutere, sulla scena politica italiana. Nello stesso periodo, infatti, si voterà per i nuovi governatori in sette regioni del nostro Paese. Gori sostiene che “la Toscana è l’unica regione in cui una sconfitta potrebbe avere ricadute generali. Ma a questo governo non c’è alternativa. Perciò credo che, a partire dal referendum, Zingaretti avrebbe dovuto dire molti più no“. Il sindaco conclude dicendo che “il Movimento 5 Stelle ha portato a casa molto più del Pd in questo anno. I decreti sicurezza sono ancora lì, sulla giustizia ha prevalso la linea del M5s“.