Misure restrittive, il prof. Villani: “Sono necessarie altre chiusure” [VIDEO]

Il membro dei Cts, Alberto Villani, si è espresso sul sistema sanitario nazionale durante la trasmissione Omnibus, su La7.

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Il professor Alberto Villani, membro del Comitato tecnico scientifico, in collegamento con la trasmissione Omnibus, su La7. Credit: La7 Video
“Sicuramente analizzando i dati si verificherà che probabilmente sono necessarie delle altre chiusure“. Lo ha detto il professor Alberto Villani, membro del Comitato tecnico scientifico, in collegamento con la trasmissione Omnibus, su La7. La risposta è arrivata in seguito alla domanda della conduttrice: “Secondo lei bisogna chiudere tutto o di più?”. Per Villani, ulteriori misure restrittive saranno inevitabili. Ma la cosa più importante, come sottolinea l’esperto continuando il suo intervento, è la programmazione. Ciò che è mancato in Italia nel momento in cui è scoppiata la pandemia.

“Il sistema sanitario nazionale deve essere rivisitato”

“Ma quello che è importante, ribadisco, è una programmazione. Fare educazione sanitaria, fare educazione civica, pensarci per tempo. Quindi questa può essere un’occasione preziosa per fare una riflessione sul fatto che il sistema sanitario nazionale, che è stato concepito cinquant’anni fa, ed è nato poco più di quarant’anni fa: probabilmente deve essere rivisitato sostanzialmente per stabilire meglio compiti e ruoli delle diverse figure. In modo da poter fronteggiare al meglio quelle che sono le esigenze di una sanità di questi tempi”, ha spiegato Villani, additando il sistema sanitario nazionale di essere troppo antiquato.

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“Non si può restare fermi a quarant’anni fa”

Stando alle parole del membro del Cts, la Sanità “non può essere considerata la stessa di quarant’anni fa”. E per ribadire il concetto, il professore ha fatto il parallelismo con altre figure professionali: “Il giornalista di quarant’anni fa non è lo stesso di adesso, l’architetto di quarant’anni fa non è lo stesso di adesso. La politica deve mettere mano in maniera sostanziale per riformare probabilmente il sistema sanitario nazionale, attribuendo ruoli e compiti che valorizzino le professionalità e che sfruttino al meglio le competenze”, ha spiegato. “Ma – ha aggiunto infine – non si può restare fermi a quarant’anni fa, né ci si può rendere conto di quelle che sono le carenze improvvisamente”.

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Il professor Alberto Villani, membro del Comitato tecnico scientifico, in collegamento con la trasmissione Omnibus, su La7. Credit: La7 Video

Chi decide, Stato o Regioni?

A proposito delle decisioni da prendere, il professor Villani ha sottolineato la separazione tra l’ambito strettamente sanitario e quello politico, che deve tenere conto di tanti altri dettagli. “Chi fa parte del Comitato tecnico scientifico (Cts, ndr) viene interpellato ed esprime dei pareri. Questi pareri sono di ambito strettamente sanitario. Il governo deve valutare a 360 gradi tutta una serie di situazioni. Quindi io credo che è importante la tempestività delle decisioni. È importante dare seguito, ma bisogna anche ricordarsi che questo è estremamente facile in una situazione – diciamo – non democratica. In un Paese democratico va tenuto conto e rispetto di tutta una serie di situazioni”, ha detto Villani.

Il compito dei giornalisti

Il professor Villani, infine, ha fatto un appello ai giornalisti italiani: mostrare ai cittadini in quali condizioni versano ambiti come quello della sanità o dell’istruzione potrebbe aiutare ad accelerare il processo di cambiamento. Le critiche limitate ai momenti di emergenza e di difficoltà non risultano costruttive. “Credo che voi giornalisti – ha concluso l’esperto – sapevate già quel era la situazione della sanità, della scuola. Probabilmente fare pressione – perché voi avete la forza di poterlo fare – può essere di grande aiuto proprio ai professionisti”. 

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