Strage di anziani in casa di riposo, l’ira dei figli: «Nessuno ci ha avvisato»

Ira dei figli degli ospiti di Villa Diamanti a Lanuvio. «Abbiamo saputo dal web, nessuno ci aveva detto del Covid». C’erano 3 operatori e 9 anziani positivi

strage anziani casa di riposo lavunio roma ira dei figli

«Stavo andando al lavoro, mi ha chiamato mio cognato e mi ha detto che era successo qualcosa all’ospizio dove stava mamma». A parlare è Giovanni, il figlio di uno degli ospiti della casa di riposo in via Montegiove a Lanuvio, in provincia di Roma, dove ieri cinque persone sono morte probabilmente per un fuga di monossido di carbonio. Le vittime si chiamavano: Maria Macci, 99 anni; Teresina Venturini, di 88; Agnese Catapano, 72; Giuseppa Valentino, 68; Maria Laura Minelli, 90 anni.

Proprio la figlia di quest’ultima racconta al quotidiano Il Messaggero di essere intervenuta subito non appena sentito quanto accaduto: «Ero seduta a tavola quando ho sentito la notizia e sono corsa qui», dice poco prima di scoppiare in lacrime sorretta dalla figlia.

Oltre alle cinque vittime ci sono anche sette feriti. Due operatori socio-assistenziali sono stati trasferiti, appena giunti sul posto i soccorsi, al Policlinico di Tor Vergata e cinque ospiti anziani al nuovo ospedale dei Castelli tutti in gravi condizioni e con sintomi riconducibili a intossicazione da monossido di carbonio.

L’ira dei parenti

«Sono arrabbiato, perché nessuno mi dice dove è finito mio padre», spiega al quotidiano romano un altro parente. Ma l’ira dei congiunti è dovuta anche al fatto di aver appreso sul web della positività al Covid dei propri genitori. Ieri l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio ha infatti comunicato che «Villa Diamanti non è un Covid Center né una struttura di carattere sanitario, ma si tratta di una casa di riposo per anziani su cui erano in corso le indagini epidemiologiche da parte del Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 6 per un caso di positività riscontrato il 13 gennaio su un operatore socio-assistenziale della struttura».

Il giorno prima erano arrivati gli esiti dei tamponi: tre operatori e nove ospiti positivi. Che in mattinata avrebbero dovuto essere trasferiti negli appositi reparti Covid delle strutture ospedaliere. «Nessuno ci ha avvisato, non sapevamo nulla», commenta la figlia della signora Minelli.

A Villa Diamanti, racconta Il Messaggero, arriva poi un altro parente. «Mia mamma è ricoverata qui», spiega a un militare. Il carabiniere scorre l’elenco degli ospiti sopravvissuti e gli comunica che «sua madre non è qui, è all’ospedale a Tor Vergata». E la commozione allenta la tensione. «Grazie, grazie», dice il figlio prima di risalire in auto.

strage anziani casa di riposo lavunio roma ira dei figli

LEGGI ANCHE: «Ve la farò pagare»: la minaccia del pusher ai testimoni dello spaccio

I soccorsi

Sul luogo della strage ieri sono intervenuti i Vigili del fuoco, gli operatori del 118 e i carabinieri della stazione di Lanuvio e della Compagnia di Velletri. Sulle cause della tragedia stanno indagando proprio gli uomini dell’Arma. I pompieri erano presenti con le apparecchiature per rilevare eventuali sostanze tossiche.

LEGGI ANCHE: Visitato tre volte, 57enne muore in ospedale: aveva dolori alle gambe

Dei sopralluoghi sono stati eseguiti anche dagli addetti del Dipartimento di prevenzione della Asl Roma 6, coordinati dal dg Narciso Mostarda e dal direttore sanitario Roberto Corsi.