Coronavirus, ora la variante giapponese mette in allarme gli esperti: vaccini a rischio

Allarme sulla variante giapponese che potrebbe mettere a rischio l’efficacia dei vaccini. La mutazione del virus E484K, sembrerebbe sfuggire agli anticorpi. Fino ad ora, è stata rilevata solo in Giappone ma gli esperti si dicono al riguardo poco tranquilli.

E’ allarme in Giappone per una nuova variante del Coronavirus. La mutazione E484K – detta Eek – è stata scoperta nell’ospedale universitario di Tokyo – il Tokyo Medical and Dental University Medical Hospital – dove il 70% dei ricoverati, ne era stato contagiato.  Il sequenziamento del virus è stato realizzato su 14 pazienti; 10, ne erano stati contagiati. La notizia, diffusa dall’emittente pubblica giapponese Nhk e riportata dall’agenzia Reuters, si è rapidamente diffusa in tutto il mondo. A preoccupare, il fatto che la variante sembrerebbe sfuggire agli anticorpi generati da una precedente infezione da Covid ed anche ai vaccini sviluppati finora.

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La variante giapponese presenterebbe caratteristiche assimilabili sia a quella inglese sia a quella sudafricana;  segnalata anche in Austria, si starebbe diffondendo negli Stati Uniti. La questione ha da subito interessato gli esperti e, di conseguenza, chiamato in ballo la politica. “Se dunque sarà confermata anche la resistenza di questa mutazione del virus SarsCov2 ai vaccini attualmente disponibili, credo sarebbe da valutare l’opportunità di un blocco dei voli, anche con precauzioni particolari rispetto al Giappone e con protocolli stringenti se tale variante fosse, come sembra, già arrivata in Europa“, ha detto Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali e professore associato di Malattie Infettive all’Università di Roma Tor Vergata.

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Varianti, una corsa contro il tempo 

Quella contro le varianti del virus è ormai una corsa contro il tempo. Quella giapponese non è stata la prima e non sarà l’ultima: il virus circola. “L’unica strategia è dunque quella di bloccare il prima possibile la circolazione del virus e per far questo la vera arma di cui disponiamo è la vaccinazione. Dunque, è fondamentale in questo momento velocizzare il più possibile la campagna di vaccinazione, per immunizzare il maggior numero di persone in tempi rapidi, bloccare il virus e impedire così che origini altre mutazioni”, ha proseguito Andreoni. Invita alla prudenza Massimo Ciccozzi: E’ una variante come tutte le altre che stanno circolando, e non va a inficiare la vaccinazione. Può al massimo diminuire di qualche percentuale l’efficacia dei vaccini, ma per ora funzionano anche contro questa mutazione“, dice l’esperto del Campus Bio-Medico di Roma, sentito dall’Adnkronos Salute.

Nessun terrorismo 

Anche il direttore della Clinica di malattie infettive del San Martino di Genova Matteo Bassetti invita a non fare terrorismo “ogni volta che si trova una variante dall’altra parte del mondo. Dobbiamo metterci in testa che, come dovremmo convivere con il virus per anni così dovremmo farlo con le tante varianti che verranno scoperte“. Non c’è, tra l’altro, al momento certezza del fatto che possa sfuggire ai vaccini. Ma è probabile che, essendo il Giappone molto indietro con le vaccinazioni, la responsabilità possa essere proprio di questa variante. “L’unico modo per combattere le mutazioni è velocizzare le vaccinazioni ed evitare che il virus passi da una persona all’altra “, rimarca l’infettivologo. Ma l’ultimo stop di Pasqua sembra far ben poco sperare sulla prosecuzione del piano vaccinale.

Forse consapevole della confusione derivante dalle dichiarazioni degli esperti, Roberto Burioni 
ribadisce che è “normalissimo che un virus nuovo generi varianti, dobbiamo preoccuparci quando queste hanno caratteristiche che le rendono pericolose”.  “Varianti che sono in grado di superare l’immunità indotta dai migliori vaccini – afferma a Rai Radio 1 – non ci sono”. Ma, secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, la variante giapponese potrebbe ridurre l’efficacia dei vaccini.Per ora è un elemento di preoccupazione che va ancora approfondito“, sottolinea.