Hussein e l’intervento dell’Iraq e dell’Arabia Saudita nel conflitto tra Iran e Usa

Il ministro degli esteri iracheno Fuad Hussein, in questi giorni a Roma ha parlato del conflitto fra Teheran e Washington.

fuad hussein

Il vicepremier e ministro degli Esteri iracheno Fuad Hussein, in questi giorni è stato in visita in Italia. Ha rilasciato un’intervista a Repubblica in cui ha confermato che il governo iracheno ha avuto un ruolo decisivo nel promuovere i negoziati segreti che sono iniziati a Baghdad fra Iran e Arabia Saudita. A Roma per quattro giorni Hussein ha parlato della situazione di conflitto che affligge anche il suo Paese. Nell’intervista ha spiegato che “La domanda che ci facevamo da mesi nel governo iracheno era questa: perché l’Iraq deve pagare per uno scontro regionale così generalizzato? Perché l’Iraq è al centro di questo scontro? Quando analizziamo i conflitti nella società irachena vediamo che quasi tutti hanno una ragione esterna. E allora per risolvere i conflitti all’interno dell’Iraq dobbiamo affrontare i problemi alla radice, nella regione. Abbiamo iniziato a viaggiare nelle capitali. Sono andato a Teheran molte volte, ho avuto incontri con il mio collega ministro Zarif, ma anche con altre personalità della loro leadership“.

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Con il primo ministro Al Khadimi – ricorda – siamo volati a Riad, abbiamo incontrato il principe ereditario Mohammed bin Salman e lui ha dato il suo appoggio al dialogo. Adesso i colloqui sono iniziati: speriamo che siano produttivi e che il livello possa salire“.

Hussein ringrazia l’Italia per il sostegno contro l’Isis

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Quanto al negoziato tra Iran e Stati Uniti, Hussein sottolinea che “lo stato dell’equilibrio fra Iran e Usa, il loro conflitto ha effetti diretti su di noi. Parte del loro conflitto si riflette sulla società irachena. A volte si affrontano direttamente sul terreno iracheno: noi diventiamo vittime di questa dinamica. Il conflitto fra Usa e Iran ci danneggia, è doloroso dirlo ma lo scontro si riflette sulla società, sulla vita del mio Paese“. Inoltre, Hussein ha sottolineato anche il contributo italiano grazie a cui “l’Iraq continua a combattere le cellule ancora attive di Isis“. In particolare, l’aiuto italiano è stato “fondamentale per addestrare le forze di sicurezza“.