Amministrative 2021, seggi aperti fino alle 15: ecco perché sono importanti

Secondo giorno di votazioni per le Amministrative 2021: nella giornata di oggi sarà possibile recarsi alle urne per esprimere le proprie preferenze fino alle 15. Nella giornata di ieri l’affluenza alle urne rilevata alle 23 è stata del 41,65%, in forte calo rispetto a cinque anni fa. Ecco cosa ci dicono i dati in attesa della chiusura delle votazioni. 

amministrative 2021
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E’ iniziata questa mattina la seconda giornata di voto per le Amministrative 2021. Le urne si chiuderanno alle 15. Le votazioni ripartono per ben 12 milioni di cittadini in più di mille comuni. Sarà necessario attendere per comprendere quando e dove sarà necessario un secondo turno di ballottaggio, previsto per il 17 e il 18 ottobre. Al centro dell’attenzione pubblica e mediatica, alcune delle principali città italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Trieste). In Calabria, invece, si voterà per l’elezione del nuovo governatore e del consiglio regionale, mentre elezioni suppletive per la Camera si svolgono nei collegi di Siena (dove si è candidato il segretario del Pd Enrico Letta) e di Roma Primavalle. Nonostante la chiamata al voto riguardi una parte consistente della popolazione, tuttavia, la partecipazione resta relativamente bassa: ieri, stando alle rilevazioni delle 23, l’affluenza alle urne è stata del 41,65%, circa venti punti in meno rispetto a cinque anni fa. Comparando l’affluenza di ieri con quella del 5 giugno 2016, infatti, il dato risulta chiaro: nel 2016 alla stessa ora aveva già votato il 61,49% degli aventi diritto.

Tuttavia, va specificato, in quell’occasione le votazioni si sono svolte in un giorno solo. Il dato sulla partecipazione, inoltre, si distribuisce in maniera disomogenea: a Milano la partecipazione ha toccato un 37,76%, a Roma un 36,82%, a Bologna 35,19% e a Torino 36,50%. Stando a quanto riportato da la Repubblica, il rischio concreto è che in alcune delle grandi città – a votazioni concluse – non si riesca neanche a raggiungere il 50% di affluenza.

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Il peso politico delle amministrative 2021

Per questo i principali esponenti politici condividono appelli al voto. Tra questi, Matteo Salvini, che scrive su Facebook: “C’è tempo solo fino alle 15, è un’occasione per riprendere in mano il futuro. La Lega è pronta con il suo buongoverno e la concretezza – conclude – andate a votare e portate un indeciso, tutto dipende dal vostro aiuto“. L’appello appare accorato, tanto più se si pensa alla reale portata di questa partita: non si tratta di Amministrative qualsiasi, ma di votazioni aperte in una realtà post (?) pandemica ancora incerta, dopo due anni di eccezioni alle normali regole democratiche, in una rete politica praticamente stracciata. I partiti sono in crisi, la presenza di Mario Draghi lo ricorda e rialimenta l’esigenza di ricostruzione interna delle forze politiche. Per questo le amministrative saranno fondamentali, al di là dell’elezione dei prossimi sindaci. Anche e soprattutto all’interno del centrodestra. Rispondendo a una domanda sul nuovo leader del centrodestra, Berlusconi ha affermato: “Anche questo è un argomento che vedremo. C’è una regola nel centrodestra che dice che saranno i voti a determinare chi avrà la precedenza nella responsabilità“.

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Un gioco di equilibri

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La partita, tuttavia, non riguarda solo i numeri. Se a Roma Michetti, voluto fortemente da Giorgia Meloni, riuscisse a farsi valere, causerebbe un forte scossone negli equilibri di centrodestra, soprattutto a fronte di una probabile debacle di Bernardo, candidato di Milano fortemente voluto da Salvini. Ma le amministrative rappresentano un banco di prova importante anche per le altre forze politiche. E’ ancora in sospeso quel particolare asse Pd-M5s, attuato in alcune città ed evitato in altre. Cosa accadrebbe se a Roma Gualtieri o Raggi finissero al ballottaggio? Le due forze politiche si sosterrebbero vicendevolmente senza pesanti conseguenze politiche? “Il voto è il gesto più elementare e allo stesso tempo più decisivo di esercizio dei diritti democratici. Dobbiamo compierlo con gioia, consapevoli di contribuire ad alimentare così la nostra bella democrazia. Io ho appena votato, fatelo anche voi. Buona domenica a tutti!“, scrive intanto su Twitter il leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte. Ma mancano ancora certezze su come si assesteranno gli equilibri della nuova presunta coalizione a seguito del voto.

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L’incognita Pd-M5s

Pd e M5s corrono insieme in Calabria, a Bologna e Napoli, in 5 capoluoghi di provincia (Varese, Pordenone, Ravenna, Grosseto e Isernia) su 14, e in 27 comuni sopra i 15mila abitanti su 97. Numeri bassi, per far sì che le amministrative rappresentino un vero esordio dell’asse Pd – M5s. Intanto i due leader si dicono soddisfatti, ribadiscono di essere in perfetta sintonia, ma per capire realmente la solidità dell’intesa sarà necessario attendere i ballottaggi: solo a quel punto si capirà quanto le due forze politiche che sono andate separate al primo turno abbiano intenzione di percepirsi come alleate, e quanto invece abbiano intenzione di percepirsi come sfidanti. “Noi parliamo con i cittadini, lasciamo le polemiche agli altri perché dobbiamo preparare il ballottaggio. Verso il 15 ottobre parleremo con gli elettori di Raggi e Calenda ma non farò apparentamenti con M5S, con Azione e Italia Viva. Io mi presenterò con il mio programma e la mia giunta“, ha fatto sapere il candidato Pd a Roma Roberto Gualtieri. Insomma, in caso di ballottaggio con Raggi fuori dai giochi, probabilmente M5s e Pd dialogheranno, probabilmente Conte incontrerà Letta o Gualtieri per parlare di evoluzioni anche sul piano nazionale. Ma dal Pd ribadiscono: niente apparentamenti. Tutto questo, e molto altro, peserà anche a Roma, a livello nazionale. Ecco perché l’attesa sulle amministrative 2021 non è solo una questione di risiko, ma un fronte di cambiamento degli attuali equilibri nazionali.