Coronavirus, nuova circolare del ministero: ecco chi deve fare tampone

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:56

Coronavirus, una nuova circolare del ministero ha individuato le categorie da sottoporre al tampone. Riguarda sia lavoratori che persone in pericolo affette da altre patologie.

coronavirus tampone
(Foto di Miguel Medina, da Getty Images)

Arriva la circolare del ministero che specifica chi va sottoposto al tampone da coronavirus. La nuova direttiva estende il tampone a chiunque sia maggiormente esposto per motivi di salute. Il tampone, va riservato “prioritariamente ai casi clinici sintomatici e ai contatti a rischio familiari e/o residenziali sintomatici“. Inoltre, il tampone verrà fatto anche a residenti nelle Rsa e strutture per lungodegenti. Verrà anche esteso a chi è in ospedale perché affetto da infezione respiratoria, e in genere ai malati fragili. Il tampone sarà applicato, quindi, anche a persone affette da patologie croniche o comunque gravi. Inoltre per migliorare le misure di contenimento saranno sottoposti a test anche individui sintomatici all’interno di comunità chiuse.

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A queste categorie a rischio, si aggiungono le categorie esposte al virus per motivi professionali. “L’esecuzione dei test va assicurata agli operatori sanitari e assimilati a maggior rischio”. A questi si aggiungono: operatori di servizi pubblici essenziali anche con sintomi lievi, lavoratori di Rsa asintomatici.

Nuovi protocolli per il test

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(Foto di Mauro Pimentel, da Getty Images)

Il ministero, così facendo, ha fornito indicazioni anche sulla gestione dei tamponi. Le categorie sopracitate sarebbero quindi quelle da considerare prioritarie rispetto alle altre. Il ministero della salute ha poi messo a punto una nuova circolare per gli addetti ai lavori, su strumenti diagnostici da usare per il rilevamento del coronavirus. Il Comitato tecnico-scientifico della Protezione Civile ha aiutato il ministero nella stesura di questi protocolli. E’ stato messo a punto, infatti, un elenco degli esami affidabili, dei produttori più adeguati e dei laboratori di riferimento per le analisi.

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In sostanza, il ministero ha cercato di mettere ordine. Fino ad ora gli esperti sul campo hanno fatto i conti con “una disponibilità limitata di test a livello internazionale”. E a confermare questo ostacolo, le parole del Comitato tecnico-scientifico. Quest’ultimo sottolinea: “Un elemento critico è rappresentato dalla ripetuta segnalazione di carenze nella disponibilità di reagenti necessari per l’esecuzione di questi test, che potrebbe in futuro acuirsi vista l’elevata domanda internazionale”. Il tentativo di questa nuova circolare sarebbe quindi dare direttive più precise, anche per evitare di ingolfare i laboratori. Come ha specificato l’Oms è necessario fare in modo che i laboratori continuino a lavorare anche per altre patologie.

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Nella circolare sono anche presenti indicazioni più chiare sull’utilizzo dei test sierologici. In base a quanto specificato questi ultimi prevedono il prelievo di una goccia di sangue. E’ escluso l’utilizzo di una sorta di cotton fioc da strisciare nella faringe e nel naso. Questi test, se condotti nella maniera adeguata “sono molto importanti nella ricerca e nella valutazione epidemiologica della circolazione virale“. E’ quanto viene specificato nella circolare. La loro funzione? Sono in grado di dire chi in passato, magari inconsapevolmente è stato infettato dal virus. Tuttavia: “Per il loro uso nell’attività diagnostica dell’infezione necessitano di ulteriori evidenze sulle performance e sull’utilità operativa”. Nello specifico non possono sostituire il test molecolare vero e proprio. Il loro scopo è piuttosto di fungere da campanello d’allarme per ulteriori test.