Tutta Italia in zona rossa per la Pasqua, le regole da seguire. Chiese aperte anche per vaccinazioni

Pasqua 2021: zona rossa nazionale, per il secondo anno non è possibile festeggiare.

Da oggi 3 e fino al 5 aprile tutta Italia è in zona rossa, al di là della regione di appartenenza. Dal 2 aprile invece e nella giornata del 6 aprile, in tutte le zone gialle si applicheranno le disposizioni previste per le zone arancioni. La seconda festività di Pasqua in un quasi lockdown per gli italiani a cui saranno vietate gite, feste in abitazioni e fortissime limitazioni negli spostamenti. I dati sul contagio sono ancora molto alti e non consentono libertà. Chiuse ovviamente tutte le attività come cinema, musei, teatri, mostre, parrucchieri, centri estetici, barbieri, centri commerciali, i negozi di abbigliamento, gioiellerie, mobili e tutto quanto ritenuto “non essenziale“.

E’ previsto un controllo serrato affidato alle forze sicurezza, ovvero la polizia insieme ai militari dell’operazione ”Strade sicure” e delle polizie locali.  Verranno intensificati i controlli nelle aree urbane più esposte al rischio di assembramenti, nei parchi, sui litorali, sulle arterie stradali e autostradali, nelle stazioni, nei porti e negli aeroporti. Le sanzioni sono quelle previste per la zona rossa.

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Dopo il 6 aprile torneranno in vigore i colori, ma solo l’arancione e il rosso, e non il giallo, come stabilito dal nuovo decreto legge Covid firmato dal ministro Roberto Speranza, fino al 30 aprile. Il decreto prevede però una verifica a metà mese: se la situazione epidemiologica lo consentirà, si valuterà la possibilità che le zone dove la diffusione del virus è più contenuta possano tornare in giallo e, dunque, procedere ad alcune riaperture. I provvedimenti hanno destato voci discordanti nella maggioranza.

COSA SI PUO’ E COSA NON SI PUO’ FARE

Innanzitutto non è consentito muoversi tra comuni, se non per comprovati motivi di lavoro, salute o urgenza accompagnati da autocerficicazione. Ci si può spostare in un altro comune diverso da quello della propria residenza, per fare la spesa se si ritiene quel supermercato più conveniente. Visite ai parenti: se normalmente in zona rossa non è consentito fare visita ad amici e parenti, è possibile farlo nel weekend di Pasqua. Sono ammessi gli spostamenti per raggiungere affetti e familiari, ma solo una volta al giorno e rispettando il coprifuoco dalle 22 alle 5, per un massimo di due adulti più minori di 14 anni e verso una sola abitazione.

Capitolo secondo case: è concesso raggiungerle ma soltanto al nucleo familiare e soltanto per andare in abitazioni con contratto regolare di affitto o proprietà precedente al 14/01/2021. Dipende anche da dove si trovano, perché in alcune regioni possono entrare sono i residenti. Confini chiusi in Liguria, Toscana, Marche, Alto Adige, Val d’Aosta e Sicilia. Campania, Sardegna e Puglia vietano gli spostamenti nelle seconde case anche ai residenti. Vietati pranzi e cene al ristorante, consentito il servizio di asporto se non consumato nei pressi del locale e la consegna a domicilio fino alle ore 22. Per i bar l’asporto è consentito fino alle ore 18.

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L’attività sportiva è consentita secondo le regole della zona rossa, ovvero “esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio Comune, dalle 5 alle 22, in forma individuale e all’aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri”. Stesso discorso per le passeggiate, “ammesse, in quanto attività motoria, esclusivamente in prossimità della propria abitazione“, come si legge sulle Faq nel sito del Governo.

Sono consentiti i viaggi all’estero, a meno che la meta desiderata non sia nella lista dei paesi in cui è vietato andare perché ad alto rischio coronavirus. E’ dunque possibile raggiungere aeroporti anche al di fuori del proprio Comune muniti di autocertificazione. Sarà possibile visitare gran parte delle mete europee, ma al rientro in Italia sarà obbligatorio fare il tampone e una quarantena di 5 giorni. Alla fine di ciò un ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni. La quarantena diventa di 14 giorni per chi rientra da Australia o Regno Unito. Previsto un isolamento al ritorno in Italia anche per chi viene da Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore e Thailandia.

CHIESE APERTE MA ANCHE PER VACCINAZIONI

Rimarranno aperti i luoghi di culto e le chiese, sebbene con un limite di persone, si evitino assembramenti e si assicuri la distanza interpersonale non inferiore a un metro. Paradossale, a nostro avviso, il virus non conosce religione e appare davvero un rischio inutile. A ogni modo, conoscendo la religiosità delle persone residenti in Sicilia, si è approfittato delle festività per utilizzare le chiese come centri di vaccinazione. Circa 500 chiese rimarranno aperte in Sicilia somministrare vaccini. È il frutto dell’accordo tra la Conferenza episcopale siciliana e l’assessorato alla Salute della Regione che prevede l’utilizzo dei locali delle parrocchie delle diocesi dell’isola come “punto vaccinale di popolazione”. In ciascuna parrocchia non potranno essere somministrate più di 100 dosi di vaccini AstraZeneca a persone di età compresa 69 e 79 anni.

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È necessario un minino di 50 prenotazioni per chiesa. In ogni centro sarà presente un medico, un infermiere e un amministrativo per compilare i moduli. Al momento sono 477 le parrocchie coinvolte, ma quasi nessuna avrebbe raggiunto il numero massimo di adesioni consentite Nel protocollo è inclusa la dichiarazione di esonero della parrocchia da ogni forma di responsabilità in caso di conseguenze direttamente riconducibili agli effetti sanitari della somministrazione del vaccino.

“Siamo lieti di trovarci in sintonia con la disponibilità manifestata dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, di mettere a disposizione per le vaccinazioni luoghi non liturgici, come pure con il piano nazionale della capillarizzazione delle vaccinazioni nel territorio” afferma il presidente della Conferenza episcopale siciliana e arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina. “La Giornata straordinaria di vaccinazioni nelle parrocchie proposta dalle autorità regionali vuole essere un messaggio di speranza che intendiamo inviare alla vigilia della Pasqua. E, al tempo stesso, occasione di prossimità e di solidarietà verso le persone più fragili, secondo la tradizione della Chiesa, che al seguito di Gesù, medico dei corpi e delle anime, vuole essere una comunità che promuove la salute delle persone. Infatti, questo gesto raggiunge, in particolare, gli anziani e chi vive nelle periferie della nostra terra, a cominciare dei piccoli paesi, dove coloro che devono fare la profilassi sono costretti a spostarsi per decine di chilometri“.

Per il governatore della Regione Sicilia Nello Musumeci invece si tratta di “un atto di fede e di speranza. Dopo le parrocchie siamo pronti a fare le vaccinazioni in estate anche negli stabilimenti balneari, naturalmente d’intesa con la federazione interessata e il consenso dei titolari”.