Amministrative Bologna, il M5s sostiene Lepore (Pd): come sta andando?

Le prossime amministrative a Bologna rappresentano un banco di prova anche per testare i nuovi asset politici in atto: dai tempi dell’ex segretario dem Nicola Zingaretti, Pd e M5s provano a consolidare un asse che, a lungo, ha fatto fatica a partire. Ora la candidatura di Matteo Lepore alle amministrative di Bologna raccoglie al suo interno un ampio ventaglio di forze politiche, compreso il Movimento. Ma come sta andando e quali sfide dovrà affrontare l’alleanza tra i due partiti?

lepore m5s
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Pd e M5s devono creare un asse unitario per fronteggiare le destre, si diceva. Poi le polemiche sulle amministrative romane, il ridimensionamento del senso di urgenza di un asse di questo tipo alle amministrative, e infine l’esultanza per le città dove un’alleanza si effettivamente concretizzata. E’ il caso delle prossime elezioni amministrative a Bologna, previste per il 3 e il 4 ottobre, che vedono Matteo Lepore dato per favorito. Lepore è l’espressione non solo del suo partito di appartenenza (cioè del Pd), ma di tutto un fronte di centrosinistra nel quale si è collocato anche il M5s. Un fronte dai colori molto variegati, come dimostrato dalle liste presentate. A partire dalla lista del Pd, che racchiude al suo interno volti provenienti da realtà differenti: dall’ex l’ex assessore Mazzanti, il presidente uscente del Quartiere San Donato e San Vitale Borsari al leader e ideatore del Movimento delle Sardine Mattia Santori, per terminare con Nunzia Vannuccini, imprenditrice da anni impegnata nel sociale. Al fianco del Pd, una vasta gamma di liste a sostegno di Lepore: Europa Verde, Pd Lepore sindaco, Matteo Lepore Sindaco, Anche tu Conti, M5s 2050, Coalizione civica per Bologna coraggiosa ecologista solidale, Lista Psi-Volt.

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Amministrative Bologna, Lepore “pigliatutto”

Così Lepore riesce ad effettuare due manovre. La prima riguarda l’apertura alla sinistra “più a sinistra del Pd“, raccogliendo anche rappresentanti dell’attivismo bolognese (legati al Tpo o al Labàs), o incassando il sostegno Coalizione Civica Coraggiosa Ecologista Solidale, che fa riferimento alla vicepresidente in Regione Elly Schlein e che candida la consigliera uscente Emily Clancy, la presidente del Movimento Identità Trans Porpora Marcasciano. La seconda manovra riguarda l’apertura all’area meno a sinistra del Pd, il centro-centrosinistra, l’ala liberal poi confluita in Italia viva (anche se non completamente). A sostegno della candidatura di Lepore, infatti, spicca anche la lista Anche tu Conti, la lista della sindaca di San Lazzaro di Savena Isabella Conti, ex sfidante di Lepore alle primarie del centrosinistra, con un passato nel Pd e poi in Italia viva. In questo caso Lepore ha deciso di concretizzare il dialogo aperto anche su questo fronte, adottando una nuova manovra strategica: non rientra nelle liste dem chi all’interno del Pd ha sostenuto Conti (i nomi cassati sono quelli di Alberti Aitini e Virginia Gieli); ma il sostegno dalla lista Anche tu Conti è fortemente caldeggiato. All’interno di questo quadro, si inserisce anche il sostegno del M5s.

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L’asse Pd-M5s

isabella conti
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Il Movimento 5 stelle che sostiene il candidato Pd presenta come capolista Max Bugani, già per due volte consigliere comunale e al momento capo staff di Virginia Raggi. Gli occhi sono puntati sul tipo di collaborazione che verrà a instaurarsi tra Pd e M5s, uno dei primi veri banchi di prova dell’asse. Soprattutto, sarà interessante comprendere come conciliare il sostegno del Movimento 5 stelle con il sostegno di Isabella Conti, che durante la presentazione del patto elettorale con Lepore non ha mancato di ribadire – seppur scherzosamente – la distanza tra la sua proposta politica e quella del M5s: “Più Conti, meno Conte“, avrebbe affermato la sindaca di San Lazzaro in uno stile molto tipico di Italia viva. D’altro canto, è un dato di fatto: persiste una difficoltà di dialogo, se non una vera e propria avversione, tra M5s e il fronte legato a Italia Viva. E Lepore sarà il primo a dover creare una sintesi. Certo, il sostegno del M5s a Bologna assomiglia più a un salire sulla barca del Pd che non a una reale fusione di intenti politici.

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Fatto sta che gli interlocutori restano quelli già citati, e al momento non nascondono le loro aspettative. “Ci auguriamo che la città più progressista d’Italia possa segnare il futuro anche del centrosinistra”, ha detto una settimana fa Matteo Lepore durante un incontro con Conte e Di Maio. “Bologna è la testimonianza del fatto che quando c’è un progetto solido e concreto per la comunità, il Movimento 5 stelle c’è. C’è perché condivide la responsabilità di elaborare un progetto e assume un impegno. È il mio modello per il 2023? Il modello dell’M5s per gli anni a venire sarà quello di elaborare e appoggiare progetti concreti per i cittadini, non cose astratte o slogan, o proposte politiche non sostenibili. Per questo appoggiamo anche candidati non nostri senza alcuna difficoltà, come è il caso qui a Bologna con Lepore“, ha affermato l’ex premier, sottolineando il suo pieno sostegno. Ma riuscirà Lepore a destreggiarsi tra Conti e Conte?