Ucraina, Zelensky: “Pronti a compromesso con Mosca su Donbass e neutralità”

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In una lunga intervista coi media russi il presidente ucraino elenca i punti di un possibile accordo con Mosca.

Al tempo stesso Zelensky non ha fatto mancare le critiche alle esitazioni da parte occidentale.

Ancora critiche all’Occidente da parte di Volodymyr Zelensky. In un nuovo video il presidente ucraino giudica mancanze di “coraggio” le titubanze occidentali che, dice, “giocano a ping-pong” mentre “l’Ucraina ha bisogno solo dell’1% degli aerei della Nato e dell’1″ dei carri armati”.

Dopo aver lodato l’eroismo dei difensori di Mariupol, Zelensky si dice pronto “a discutere l’adozione dello status neutrale come parte di un accordo di pace con la Russia, ma dovrà essere garantito da una terza parte e sottoposto a referendum”. Lo ha dichiarato in una lunga intervista di un’ora e mezza rilasciata ai media russi e apparsa su un portale indipendente.

I punti del possibile accordo di pace con la Russia

Per Zelensky l’Occidente manca di “coraggio” e “gioca a ping-pong” invece di mandare veri aiuti militari alla resistenza ucraina – Meteoweek

I punti di un possibile accordo con Mosca dovrebbero prevedere la neutralità dell’Ucraina, la rinuncia al nucleare, un compromesso sul Donbass. No invece ala smilitarizzazione del paese. Zelensky accusa anche Putin di voler prolungare il conflitto armato ostacolando i negoziati di pace.

L’intervista è stata pubblicata sul portale indipendente Meduza dopo che l’autorità russa per i media Roskomnadzor aveva proibito alle testate giornalistiche vi avevano preso parte – tra le quali Kommersant e Novaya Gazeta – di renderla pubblica.

Zelensky: sì a compromesso, no  a smilitarizzazione Ucraina

“Vogliamo ridurre il più possibile il numero delle vittime, la durata della guerra, vogliamo che le truppe si ritirino nelle posizioni precedenti all’attacco”, ha detto Zelensky dicendosi disposto a mettere sul tavolo delle trattative “un compromesso sulla difficile questione del Donbass” ma precisando che il negoziato non partirebbe nemmeno se l’unica base di partenza da parte russa fosse “demilitarizzazione o denazificazione”. Il presidente ucraino spiega di capire “che è impossibile obbligare la Russia a liberare totalmente i territori ucraini perché porterebbe la terza mondiale”. Questo “lo comprendo perfettamente”, afferma Zelensky, “ma dico che questo è un compromesso: tornino dove tutto è iniziato e cerchiamo di risolvere la difficile questione del Donbass”.

Kiev è anche pronta a nuovi scambi di prigionieri dopo quelli avvenuti il 24 marzo. Zelensky ha fatto sapere che già si stanno approntando le liste dei militari catturati. C’è anche disponibilità sul tema del riconoscimento della lingua russa in Ucraina che, dice il capo di stato ucraino, “sarà al centro dell’agenda” dei negoziati.

Il leader ucraino poi si è particolarmente concentrato sulla tragedia infernale di Mariupol. “E’ una catastrofe umanitaria, perché è impossibile portare cibo, acqua medicine, i militari russi bombardano i convogli umanitari, uccidono gli autisti”, dice Zelensky che denuncia anche la “rimozione forzata di persone” verso la Russia, tra cui migliaia di bambini. Mariupol, spiega, è stata totalmente isolata dai russi, il porto minato. E sulle deportazioni in Russia, aggiunge che “oltre 2 mila bambini sono stati portati via, vuol dire rubati”. Lo scenario della città è “spaventoso”, osserva il presidente ucraino, “ci sono cadaveri sulle strade, sui marciapiedi i corpi sono semplicemente abbandonati, nessuno li rimuove, soldati russi e cittadini ucraini”.