L’uomo invisibile | il capolavoro del 1933 stupisce ancora oggi

Nelle prossime settimane arriverà anche nelle sale cinematografiche italiane L’uomo invisibile, horror scritto e diretto da Leigh Whannell, adattamento moderno dell’omonimo romanzo di H. G. Wells e reboot della trasposizione cinematografica di James Whale del 1933. Quello di Whale è oggi considerato uno dei film più importanti del ciclo dei “Mostri della Universal” degli anni trenta.

In attesa di scoprire quale sarà la nuova data di uscita de L’uomo invisibile diretto da Leigh Whannell (rinviato a causa dell’emergenza sanitaria del Coronavirus), vale la pena recuperare l’omonimo capolavoro del 1933 diretto da James Whale.

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L’uomo invisibile del 1933

Se il nuovo adattamento sposta la narrazione sul tema della violenza sulle donne, compiendo un intelligente ammodernamento della trama originale e trovando così una nuova sensibilità attraverso la quale rilegge il celebre romanzo di H. G. Wells, il film del 1933 diretto da Whale raccontava di uno scienziato che, esaltato dalla scoperta dell’invisibilità, veniva colto da manie di onnipotenza, iniziando così a commettere una lunga serie di efferati omicidi. Ad interpretare questo “mad doctor” c’era Claude Rains, attore teatrale britannico scovato dallo stesso James Whale. Pur recitando durante tutto il film senza mai svelare il suo volto (la sua faccia appare solo in una breve sequenza finale), Rains, attraverso le giuste movenze e una azzeccata modulazione della voce, riuscì a caratterizzare alla perfezione il suo personaggio rendendolo immediatamente credibile.Il film costituì infatti il trampolino per la carriera successiva dell’attore. Per il ruolo principale era stato chiamato in precedenza Boris Karloff, che aveva rifiutato quando la Universal aveva ormai già pronte le locandine promozionali con il suo nome.

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Il cast stellare

Ma a dimostrazione dell’abilità di “talent scout” di James Whale, vale la pena ricordare il nome dell’attrice che interpreta l’eroina del film: Gloria Stuart, che 64 anni dopo sarà candidata all’Oscar per Titanic (dove interpreterà il personaggio di Rose a 102 anni). Ma in realtà tutto il cast del film era composto da caratteristi di notevole spessore: Una O’Connor (la governante de La leggenda di Robin Hood con Errol Flynn), Henry Travers (l’angelo custode di James Stewart ne La vita è meravigliosa) e persino due attori giovanissimi al loro (quasi) debutto prima di intraprendere una carriera folgorante, ovvero John Carradine e Walter Brennan (tre Oscar al miglior attore non protagonista).

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Il make up all’avanguardia

Gli effetti dell’invisibilità furono ottenuti grazie al lavoro di John P. Fulton, John J. Mescall e Frank D. Williams. Il trucco cinematografico consisteva nel far indossare a Rains una tuta di velluto nero che ne copriva tutto il corpo, incluso il volto. L’attore veniva così ripreso su uno sfondo nero. Successivamente veniva ripreso il set senza Rains e le due riprese venivano combinate grazie all’utilizzo del matte painting (una tecnica poco utilizzata all’epoca). Vera e propria avanguardia. Per coprire il volto (rendendo cieco l’attore) veniva utilizzato un particolare elmetto che permetteva a chi lo indossava di respirare attraverso dei tubi che correvano lungo le gambe, nascosti sotto i pantaloni. Rains soffriva di claustrofobia, per questo al suo posto venne spesso usato uno stuntman (però notevolmente più basso di lui). Per rendere su schermo l’effetto delle orme sulla neve provocate dai piedi invisibili, invece, Fulton ritagliò delle forme di piede sul pavimento, abbassabili a comando.