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Jason Bourne | tutto sul personaggio che ha fatto il successo Matt Damon

Ogni grande successo cinematografico comporta anche delle conseguenze (soprattutto per gli attori) che bisogna saper gestire. Il rischio per un interprete, infatti, è quello di rimanere prigioniero del proprio personaggio più famoso, senza la possibilità di liberarsi dalla gabbia in cui ci si è cacciati. Non c’è dubbio che per Matt Damon quel personaggio sia l’agente Jason Bourne, protagonista della lunga saga cinematografica a lui dedicata.

Matt Damon è letteralmente invecchiato con il suo personaggio più famoso: Jason Bourne, protagonista di una lunga saga cinematografica cominciata grazie a Paul Greengrass e Tony Gilroy. Nonostante il peso di un personaggio così iconico, Matt Damon è riuscito a liberarsi dalla “prigionia” del suo stesso successo, scongiurando la possibilità di essere identificato solo ed esclusivamente con il personaggio di Bourne.

La parabola di Jason Bourne

Se il primo capitolo della saga, Identity del 2002, era incentrato sul disperato recupero della propria identità (Bourne si risvegliava con una forte amnesia e due pallottole conficcate nella schiena, senza ricordare nulla del suo passato), i successivi Supremacy (2004) e Ultimatum (2007) rimescolavano le carte, rimettevano tutto in discussione e ponevano ulteriori domande sulla figura di Jason Bourne. Ci sono voluti tre lungometraggi per arrivare nel 2016 ad un film semplicemente intitolato con il nome del suo protagonista. Nel quarto capitolo della saga, il personaggio di Matt Damon ha definitivamente interiorizzato la propria condizione di apolide, per la quale non sono più necessarie domande. Per questo, può permettersi di non dire una parola per quasi l’intera durata del film. Il personaggio di Jason Bourne è diventato cosmopolita, pur rimanendo essenzialmente isolato rispetto ad un mondo che, dal suo risveglio nel primo capitolo della saga, è rimasto sempre un rumore di fondo con il quale convivere.

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Il ruolo cardine di Matt Damon

La carriera di Matt Damon non è cominciata con il personaggio di Jason Bourne e per questo l’attore, dopo il successo di quel personaggio, ha fatto di tutto per non essere identificato solo con il carismatico ex agente della Cia. Assieme a Will Hunting è il ruolo cardinale della sua filmografia, quello che ha interpretato a diverse età e con diversi gradi di anzianità, fino ad arrivare ad un quarto capitolo in cui i segni del tempo venivano rimarcati e mai nascosti. A differenza dei ruoli action di Tom Cruise, che cercano sempre di dissimulare la vera età dell’attore, in un tentativo di renderlo eternamente giovane (e nello sforzo di rendere questa cosa credibile c’è tutto il talento di Cruise), le diverse apparizioni di Jason Bourne hanno sempre evidenziato il passare degli anni (del personaggio e ovviamente dell’attore che lo interpretava).

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Un personaggio apolide

Attraverso il tentativo costante di ricordare il proprio passato, Jason Bourne si riconferma l’unico uomo d’azione del cinema americano inevitabilmente irrisolto, irrimediabilmente compromesso, personaggio destinato a convivere con la propria solitudine come condizione necessaria di sopravvivenza. È un eroe consapevole della fragilità del nuovo mondo sempre più interconnesso, più trasparente e solo apparentemente più sicuro. Mentre tutto crolla attorno a lui, Bourne rimane indifferente e continua inesorabilmente a combattere la propria battaglia personale per rimanere vivo.

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