Migliori brand del 2020: trionfa Apple, ma il Covid favorisce Amazon

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:42

Interbrand ha pubblicato lo studio annuale “Best Global Brands”. A conquistare la medaglia d’oro Apple, mentre Amazon ottiene il secondo posto. Il colosso dello shopping online ha ottenuto grandi benefici dall’epidemia di Covid-19.

brand apple

Interbrand ha pubblicato la stima annuale relativa ai migliori brand al mondo. Nel 2020, nonostante le difficoltà economiche dettate dal Covid-19, a trionfare è stata la Apple. Al secondo posto, salendo un gradino rispetto allo scorso anno, si colloca Amazon. Il colosso degli acquisti online è stato nel corso della pandemia un porto sicuro. Questo, tuttavia, non è l’unico cambiamento dettato dal virus e, in particolare, dai lockdown a cui i diversi paesi sono stati sottoposti. I vari blocchi, infatti, hanno favorito l’aumento di valore di social media come Instagram (9° posto) e Youtube (30° posto) e di mezzi di comunicazione virtuali come Zoom (100° posto), utilizzato in tutto il mondo per conferenze e riunioni a distanza.

Il podio

A conquistare la medaglia d’oro, come abbiamo detto, Apple. La multinazionale statunitense si è confermata al vertice dei brand mondiali con un valore di 322,999 miliardi di dollari. Ad Amazon, al secondo posto, va tuttavia il premio di top performer. Il colosso dell’online è il brand il cui valore è cresciuto di più rispetto allo scorso anno. La crescita del è pari al 60% e il valore a 200,667 miliardi di dollari. Microsoft per quest’anno ottiene il terzo posto, con un valore di 166,001 miliardi di dollari e una crescita del 53%, che gli ha permesso di superare Google, slittato al quarto posto. L’azienda che offre numerosi servizi online non era fuori dal podio dal 2012.

A parlare del successo di tali brand Manfredi Ricca, Global Chief Strategy Officer di Interbrand: “Sarebbe facile – dice – ascrivere la crescita di brand come Apple, Amazon, Adobe e Microsoft alla crisi sanitaria. In realtà si tratta di un’accelerazione legata alla necessità, per qualsiasi azienda, di poter offrire i propri prodotti e servizi e raggiungere i propri clienti in modi che siano indipendenti dal contesto“. Il sistema di produzione, vendita, promozione e assistenza, infatti, è fortemente cambiato: “Modelli di business legati a luoghi fisici (pensiamo a una rete di punti vendita), basati sulla densità (come in ambiti dell’intrattenimento), a contatti personali, e così via sono naturalmente a più alto rischio in un mondo in rapido cambiamento. In realtà, oggi parlare di brand tecnologici è un errore: oggi qualsiasi brand deve essere tecnologico per esistere, e la tecnologia sta ai brand come l’acqua ai pesci“.

migliori brand apple

La top ten, in generale, è veramente ricca. Le dieci aziende da sole rappresentano il 50% del valore totale dei 100 brand dello studio. Per rendersene conto è sufficiente citare Samsung (5° posto), che ha ottenuto un risultato storico in classifica, Coca Cola (6° posto) e Disney (10° posto), nonché i ricchissimi marchi produttori di automobili presenti.

Gli effetti della pandemia

La pandemia di Covid-19 ha senza dubbio influito sui fatturati delle singole aziende. Talvolta negativamente, ma anche positivamente, come abbiamo visto per Amazon. Lo stesso è accaduto per le aziende come Netflix (41° posto). Il colosso dei telefilm, grazie soprattutto al periodo del lockdown, ha ottenuto un incremento di valore pari al 41%, raggiungendo 12,665 miliardi di dollari. Un effetto simile ha avuto Spotify (70° posto), che ha scalato ben 22 posizioni rispetto allo scorso anno.

In calo, invece, diversi brand di abbigliamento a causa delle numerose chiusure dei punti vendita. È il caso di Zara (35° posto) e H&M (37° posto), che hanno perso rispettivamente il 13% e il 14% del loro valore. In generale, tutti i brand i lusso, tranne Hermés (28° posto), hanno subito una drastica battuta d’arresto.

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I brand italiani

Nella top 100 dei migliori brand del 2020 realizzata da Interbrand sono presenti soltanto tre aziende italiane. A rappresentare il made in Italy è innanzitutto Gucci (32° posto), con un valore di 15,675 miliardi di dollari, che non sembra avere sentito in maniera troppo rilevante la crisi. Poi lo storico brand Ferrari (79° posto), con un valore di 6,379 miliardi di dollari. In coda alla classifica, infine Prada (99° posto), con 4,495 miliardi di dollari.

L’Italia – spiega Manfredi Ricca vanta alcune delle storie imprenditoriali più stupefacenti al mondo, e alcune delle aziende più resilienti e innovative. Spesso, però, questa spinta visionaria e queste competenze non si traducono in un brand in grado di rifletterle adeguatamente. Mai come adesso i brand sono atti di leadership, cruciali per l’attrazione di domanda, talento e capitali“.