Graziano Delrio: “Con legge di Bilancio perso troppo tempo. Ora unità nazionale”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:48

Il presidente dei deputati del Pd Graziano Delrio in un’intervista su La Stampa parla della presentazione della legge di Bilancio e dell’intesa con Forza Italia: “Sarò molto franco, un mese di ritardo nel presentare la legge di bilancio è un fatto senza precedenti. Non esiste che il Parlamento non possa lavorare con scrupolo sulla legge di Bilancio”. 

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Per la legge di Bilancio si sta procede in ritardo, sottolinea il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio in un’intervista a La Stampa, e anche per questo è necessaria la massima coesione all’interno del Parlamento (facendo riferimento alla nuova apertura di Forza Italia). “Sarò molto franco, un mese di ritardo nel presentare la legge di bilancio è un fatto senza precedenti. Non esiste che il Parlamento non possa lavorare con scrupolo sulla legge di Bilancio”. Poi però non nasconde la sua soddisfazione: “Mi sarei aspettato una legge di Bilancio di pochi articoli strategici. Invece ci sono dentro almeno 80 norme ordinamentali, che di solito non vanno messe in legge di Bilancio. Sono molto soddisfatto“. Per quanto riguarda il Parlamento, seppur ridimensionato negli ultimi mesi, ha continuato a varare decreti, ma ora va incluso con più forza nel processo legislativo: “Il governo ha varato 28 decreti negli ultimi sei mesi e numerosissimi provvedimenti. Ha avuto modo di ‘parlare’, ma è giusto ricordare che è il Parlamento a rappresentare il popolo“.

Il ruolo del Parlamento

Delrio poi sottolinea: il ruolo del Parlamento è tanto più importante quanto più svolge un ruolo di rappresentanza dei cittadini. Per questo “se il Parlamento non parlasse, vorrebbe dire di fatto che non parla il popolo. Sarebbe gravissimo se il Parlamento non potesse lavorare nel modo migliore. Anche perché stiamo già lavorando in condizioni pessime, condizione che possiamo capire considerando la crisi che siamo vivendo”. Ma per far funzionare le cose in Parlamento – e soprattutto in Senato – è necessaria una larga coesione, in grado di mettersi al riparo da qualsiasi tipo di turbolenza politica capace di aggravare la situazione. Per questo sulla proposta di collaborazione con Forza Italia Delrio commenta: “Abbiamo sempre detto che c’era bisogno di tutte le intelligenze possibili in un momento di emergenza così grave: un’unità nazionale sostanziale, anche se non nel governo”.

I sentimenti di coesione nazionale

Insomma, il capogruppo alla Camera ribadisce la necessità di fare fronte comune di fronte a una profonda crisi, senza polemiche. E’ lo stesso appello lanciato dal presidente della Repubblica Mattarella, che ha richiamato tutti – cittadini, e rappresentanti politici locali e nazionali – all’unità. Il rischio è che la pandemia travolga ogni cosa, anche gli attuali assetti politici. Ora fa eco Delrio: “Perché noi ci crediamo ancora” al fatto che sia necessario “uno spirito costituente davanti ad una crisi che ha una portata devastante non solo dal punto di vista economico” perché “rischiamo di perdere i sentimenti di coesione nazionale”. Poi il rischio a livello sociale, oltre che culturale: “Rischiamo una divisione tra garantiti e non garantiti come ci ha ricordato il presidente della Repubblica. Rischiamo di perdere la solidarietà generazionale”.


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“Pd e Forza Italia? Non è un inciucio”

Sull’apertura di Forza Italia a collaborare con la maggioranza, Delrio ribadisce: “Usare questa espressione è soltanto un’operazione propagandistica per offuscare la realtà”. Poi una specificazione rivolta ai 5 Stelle: “Il Pd non dà segnali agli alleati. Con gli alleati si discute e il percorso di apertura verso Forza Italia lo abbiamo affrontato con i nostri alleati, non contro. Ma vogliamo segnalare che una sindrome di autosufficienza e di presunzione, in periodi difficili, può essere preludio di scelte sbagliate e di esiti negativi”. Il riferimento è all’inasprimento di toni tra Pd e M5s. Proprio ieri il ministro degli Esteri Luigi Di Maio avrebbe ripubblicato su Facebook un vecchio articolo di quando Berlusconi lo chiamò per un’intesa e l’attuale ministro degli Esteri si scansò: “Era così allora, è così oggi”. Poi Di Maio avrebbe ribadito: “Quando c’è lealtà istituzionale è un bene soprattutto in un momento così delicato, quindi io mi auguro che arrivi la stessa lealtà da altre forze dell’opposizione. Però non ci sono problemi di maggioranza, non ha senso discutere dell’ingresso di Forza Italia in maggioranza“.


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Su Lega e Forza Italia

Infine Delrio specifica un ultimo punto sulle tensioni tra Lega e Forza Italia: inutili le accuse di Salvini a Berlusconi, non si tratta di un inciucio e la Lega ha già tradito Forza Italia una volta. “Tra l’altro Salvini non può rimproverare a Forza Italia di fare un inciucio: è stato lui che ha abbandonato il centrodestra per fare il governo ‘giallo-verde’. Stavolta è tutto alla luce del sole. Forza Italia anche accogliendo sollecitazioni più volte venute dal Colle, si propone con responsabilità: non ha chiesto ‘piaceri’, vuole dare una mano, ha sue proposte. Merita un tavolo della maggioranza molto attento e capace di ascolto”. Sull’ingresso in maggioranza di Berlusconi, Delrio spiega: “Il presidente Berlusconi ha detto che questa ipotesi non interessa Forza Italia. E nemmeno a noi. Non discutiamo un’ipotesi che non c’è”.