Caso Grillo: la procura chiarisce le responsabilità individuali dello stupro di gruppo

Caso Ciro Grillo, nuove accuse dello stupro di gruppo.

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La procura di Tempio Pausania ha depositato il nuovo avviso di conclusione delle indagini sul caso Grillo: il campo di imputazione modificato riguarda il secondo degli episodi contestati. Inoltre, sono state chiarite le responsabilità individuali. Il procuratore Gregorio Capasso e la sostituta Laura Bassani hanno deciso di modificare uno dei due capi di imputazione. La decisione è arrivata dopo aver sentito le versioni dei quattro indagati. Il capo di imputazione modificato riguarda la violenza sessuale di gruppo di Ciro Grillo e i suoi amici Vittorio Lauria e Edoardo Capitta, tre dei quattro ragazzi indagati. La modifica riguarda la specificazione delle azioni di ognuno. Ovvero chi ha fatto cosa.

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A sostenere questo capo di imputazione ci sono delle prove. Infatti, ci sono delle fotografie allegate agli atti. Prima delle interrogazioni non era chiara la responsabilità dei singoli ma gli interrogatori hanno chiarito le azioni delle fotografie. L’oggetto delle fotografie a sfondo sessuale è Roberta, la ragazza che dormiva sul divano. Il quarto ragazzo Francesco Corsiglia è stato ugualmente accusato di stupro di gruppo nonostante non compare nelle foto e nei video.

Lo stupro di gruppo del Caso Grillo, nuove accuse dai magistrati

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Il ragazzo avrebbe stuprato per primo Silvia, l’amica di Roberta, mentre gli altri guardavano davanti alla porta. Poi gli altri tre hanno violentato Silvia e hanno girato un breve video di quei momenti e che ripetono «lei era consenziente». Benché lui abbia dichiarato che dormiva dopo il suo «rapporto sessuale consenziente» con Silvia e i suoi tre amici confermino la sua versione, la procura lo accusa lo stesso di violenza sessuale di gruppo tenendo conto delle dichiarazioni della ragazza che lo smentisce.

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Adesso gli avvocati potranno avere i nuovi atti finiti nell’inchiesta, soprattutto gli interrogatori dei ragazzi di metà aprile scorso, e avranno venti giorni per avanzare eventuali nuovi obiezioni. Dopodiché si deciderà se chiedere o meno il rinvio a giudizio dei quattro indagati.