La Sea Watch resta in fermo amministrativo a Palermo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:03

La notizia arriva direttamente dal profilo Twitter della Ong Sea Watch. Si aggiunge: “Lo scopo dell’ultima ispezione era quella di trovare motivazioni pretestuose per impedirci di tornare a salvare vite”.

Le operazioni di salvataggio degli uomini della Ong Sea Watch – meteoweek.com

Non arrivano buone notizie per quel che riguarda le attività della Sea Watch 4. La nave umanitaria, portata in giro per il Mediterraneo con l’intento di salvare le vite di migranti e persone in difficoltà, è stata infatti bloccata. La decisione è stata ferma e inamovibile: la Sea Watch rimarrà in stato di fermo amministrativo presso il porto di Palermo. L’annuncio doloroso è stato fornito dai vertici della omonima Ong, che lo hanno reso noto attraverso il proprio profilo ufficiale su Twitter. Il tutto al termine di una ispezione che sembrava già far tremare i polsi all’organizzazione umanitaria.

Sea Watch 4 è sotto fermo amministrativo a Palermo – si legge nel post pubblicato dalla Ong – . Era ciò che ci aspettavamo dopo un’ispezione il cui chiaro scopo era quello di trovare delle motivazioni pretestuose per impedirci di tornare a salvare vite. La nostra è la quinta nave umanitaria a essere fermata in 5 mesi“. Ricordiamo che la nave ammiraglia dell’organizzazione umanitaria era transitata dalla Sicilia, in attesa di poter attraccare presso il porto del capoluogo isolano. Tuttavia, dopo la suddetta ispezione durata ben 11 ore è arrivata la tanto temuta decisione.

A sostegno degli uomini che operano a bordo della Sea Watch 4, però, non sono mancate le parole di altre organizzazioni. Come nel caso di Medici Senza Frontiere, che ha lanciato l’allarme in merito alla gestione dell’attività di queste navi. “Anche la Sea-Watch 4 è stata sottoposta a fermo amministrativo. Ancora una volta, un uso strumentale del diritto marittimo nasconde la decisione politica di impedire alle navi umanitarie di salvare vite in mare, è la quinta volta in cinque mesi. Una decisione – prosegue la nota – che avrà conseguenze devastanti per chi in mare avrà bisogno di assistenza e porterà inevitabilmente a un maggior numero di vittime“.

La Sea Watch 4 alla partenza – meteoweek.com

A questo allarme, lanciato attraverso un comunicato ufficiale apparso sui social, si aggiunge un’altra voce. È quella di Barbara Deck, coordinatrice medica a bordo sempre per conto di Medici Senza Frontiere. La donna ha fatto capire che c’è grande rammarico per la posizione assunta dai governi, di fronte alle continue tragedie del mare. “Mentre assistiamo i nostri pazienti a bordo – dichiara la Deck – , è devastante sapere che i governi europei stanno facendo tutto quello che possono per impedire alle persone di ricevere assistenza e cure salvavita“.

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Sempre secondo i vertici di Medici Senza Frontiere, “il fermo della Sea Watch 4 suggerisce che il Patto europeo sulla migrazione, il cui lancio è previsto per il 23 settembre, confermerà, dal Mediterraneo al campo di Moria in Grecia, le politiche europee che trattengono, respingono e abbandonano sistematicamente le persone“. Una situazione drammatica, per la quale si chiede un rimedio. Ad esempio il fatto che la nave “venga urgentemente rilasciata perché possano riprendere le attività di ricerca e soccorso salvavita nel Mediterraneo centrale e che finiscano gli attacchi contro le organizzazioni che cercano di fornire assistenza a persone disperate“.