Calabria ancora senza commissario: fumata nera dal Consiglio dei ministri

La lunga discussione del Consiglio dei ministri termina con una fumata nera sul prossimo commissario della regione Calabria. Dopo tre settimane la regione resta ancora senza commissario. Non convincono del tutto né Narciso Mostarda, medico direttore della Asl Roma 6, né Luigi Varratta, ex prefetto a Reggio Calabria.

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Ieri sera il Consiglio dei ministri sulla nomina del nuovo Commissario della Sanità alla regione Calabria sfuma con un nulla di fatto. Tra i nomi sul tavolo e al vaglio del governo, Narciso Mostarda, medico che dirige la Asl Roma 6, e Luigi Varratta, ex prefetto a Reggio Calabria. Sarà necessario attendere il prossimo Consiglio dei ministri per arrivare a un nome. L’attenzione mediatica scatenata dal caso Calabria, con tre commissari fatti fuori nel giro di dieci giorni, sembra aver fatto pressione sulle scelte del governo, che ora dovrà ponderare con la massima attenzione la prossima nomina. Il massimo rigore fa scartare, allora, anche i nomi dei due possibili nuovi commissari: Mostarda sostenuto dal Pd e Varratta dal Movimento 5 stelle.

Luigi Varratta aveva dato disponibilità

E proprio quest’ultimo aveva affermato ad Adnkronos di aver dato la propria disponibilità: “Ho dato la mia disponibilità a fare il commissario della sanità in Calabria. Sono stato contattato come altri candidati, ma non so se oggi sarò chiamato. So che deve essere presa una decisione e ci sono diversi nomi che sono stati vagliati e valutati. Sono un uomo delle Istituzioni e sono pronto a dare il mio contributo, conosco la Calabria perché ci sono stato 4 anni tra Crotone e Reggio”. Al governo on è bastata una settimana di riflessione, segnata anche da rifiuti. Su questo Varratta afferma: “La situazione è delicata e difficile. Non entro nel merito delle decisioni di altre persone, leggo quello che viene scritto sui giornali”. Secondo l’Ansa, ora gli occhi sarebbero puntati su Agostino Miozzo, attuale coordinatore del Comitato tecnico-scientifico.


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Un incontro durato ore, fumata nera

Vengono così deluse le aspettative del premier Giuseppe Conte, che sperava di concludere il dossier in serata. Speranze vane. Il Consiglio dei ministri sarebbe iniziato alle 21 e sarebbe terminato all’una di notte, a seguito di due ore di sospensione. La discussione si sarebbe arenata in una fase di stallo, nonostante il nome di Mostarda, anche assessore in quota Pd a Frosinone, lasciasse ben sperare. Insomma, dopo tre settimane dalle dimissioni-licenziamento di Saverio Cotticelli, la questione in Calabria resta ancora irrisolta. Giova allora un breve riassunto delle puntate precedenti, anche per comprendere il perché di tanta apprensione nel tirar fuori il prossimo nome.

Nelle puntate precedenti

Il tutto sarebbe iniziato con Saverio Cotticelli, ex generale, che si sarebbe dimesso a seguito di un’intervista a Titolo V, dopo aver scoperto in presa diretta che la responsabilità di creare un piano anti-Covid spettava a lui. Seguono le dimissioni di Giuseppe Zuccatelli, legate a un video girato a maggio e diffuso ora nel quale l’ormai ex commissario affermava: “La mascherina non serve a un cazzo”. Poi l’ipotesi Gino Strada, rimasta a lungo senza alcun tipo di chiarimento. Alla fine il governo avrebbe puntato su Eugenio Gaudio, medico cosentino ed ex rettore dell’università La Sapienza. Tuttavia, Gaudio avrebbe rinunciato alla nomina in meno di 24 ore, motivando: “Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro”. A Gino Strada è andato, invece, il ruolo di allestire ospedali da campo e gestire triage e Covid hotel, in collaborazione con la Protezione Civile. Sfumata, poi, l’ipotesi accarezzata per giorni di Federico D’Andrea, ex investigatore di Mani Pulite. Infine, l’ultima fumata nera sui due nomi al vaglio del governo.


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Insomma, l’immagine che emerge è quella di un governo ondivago nel selezionare i nomi, che oscilla da importanti figure con esperienza medica a figure legate alla magistratura. Che sia il caso di individuare il problema principale in Calabria, prima di fare nomi? O che sia il caso di nominare più figure?