La crisi di Italia Viva, le polemiche su Matteo Renzi: quale beneficio dalla crisi?

Secondo l’ultimo sondaggio elaborato da Tecnè con l’Agenzia Dire, Italia Viva è al 2,1%. Nonostante Matteo Renzi sia stato protagonista degli ultimi movimenti politici, il suo partito stenta a decollare nei sondaggi e rimane ancorato a percentuali minime e riduttive, che non vanno mai oltre la soglia di sbarramento. Intanto, le polemiche sul leader di Iv si fanno sempre più consistenti e viene ora da chiedersi, guardando alle mosse passate, quale sia stato il senso della crisi. 

I sondaggi non hanno mai dato motivo a Matteo Renzi di poter pensare ad una risalita o ad una nuova scalata nell’attuale scenario politico. Secondo l’ultimo sondaggio elaborato da Tecnè con l’Agenzia Dire, Italia Viva è al 2,1%, meno addirittura di Azione, il partito di Carlo Calenda, fermo al 3%. Seguono partiti minori, come Sinistra Italiana all’1,9%; i Verdi all’1,7%; Articolo 1 all’1,5%; +Europa all’1,2%. Percentuale lievemente più alta secondo il sondaggio Index per Piazza Pulita del primo aprile, che dava Italia Viva al 2,7%. Secondo il sondaggio di Swg per Tg La7 del 29 marzo, il partito di Matteo Renzi era fermo al 2,2%. In generale, quindi, Italia Viva stenta a decollare nei sondaggi e rimane ancorata a percentuali minime e riduttive, che non vanno mai oltre la soglia di sbarramento.

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Eppure, proprio Italia Viva è stata la protagonista degli ultimi mesi mettendosi al centro delle dinamiche politiche. Matteo Renzi, che durante l’estate del 2019 era stato uno dei primi a invocare la nascita di un esecutivo di centrosinistra per evitare l’ascesa dei sovranisti, ha finito per determinarne poi le sorti in senso negativo. Nell’agosto del 2019 Matteo Salvini, capo della Lega, aveva aperto la crisi con il Movimento 5 stelle ma il leader del Carroccio poteva godere del trionfo ottenuto dopo i risultati elettorali delle europee, quando il partito ottenne il 34 per cento dei voti. Allora, i sondaggi davano la Lega in netto vantaggio rispetto a tutti gli altri partiti e fu allora proprio Matteo Renzi a tentare un accordo con i pentastellati.

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Tuttavia, dopo aver trascinato il Pd  – allora suo partito – nell’alleanza con il M5s, Matteo Renzi ha lasciato i dem per fondare il suo gruppo politico: Italia viva. Un partito che, a stento, ha superato il 3 per cento ma che, di fatto, ha avuto il compito determinante di fare da ago della bilancia. La seconda ondata di Coronavirus ha fatto riaccendere le discussioni interne alla maggioranza, specialmente a causa del Mes, voluto dai renziani e rifiutati dai grillini. Poi, il Recovery Fund e la task force per la gestione dei fondi proposta da Conte. Alla fine la crisi si è aperta e proprio Renzi, con un partito al minimo, ha dettato le condizioni.

Perché? 

Di quella crisi, molti si sono chiesti il motivo e quasi un italiano su due non ne ha compreso il senso. “Qual è il senso di aprire la crisi, specie se si è alla maggioranza?”, si domandavano gli italiani. A spaventare, più che la crisi in sé, era il periodo: la crisi sociale, sanitaria ed economia che stiamo già abbondantemente vivendo e che, forse, poteva anche bastare così. Invece, una crisi politica era ciò di cui non avevamo bisogno e, a fare due conti, l’alternativa Renzi piaceva meno di Giuseppe Conte anche a coloro i quali non gradiscono quest’ultimo. Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos per la trasmissione Dimartedì, su La7, di qualche tempo, un italiano su due restava scettico e, al quesito di aver capito o meno i motivi che hanno spinto Italia Viva a prendere le distanze dall’esecutivo, rispondeva: “No”. Secondo il 73% degli intervistati, il leader di Italia Viva avrebbe perseguito soprattutto i suoi “interessi personali o della sua parte politica”.

Quale futuro per Iv? 

Viste le percentuali, Matteo Renzi non potrebbe permettersi di andare alle urne e Italia Viva perderebbe di certo.
I consensi sono al minimo storico secondo le ultime rilevazioni e tutti iniziano ad interrogarsi sul futuro del gruppo parlamentare di IV, che conta 45 rappresentanti tra Camera e Senato. Ma, se si andasse al voto domani, soltanto una minima parte di loro potrebbe essere rieletta. Deputati e senatori chiedono un nuovo lancio al partito, in modo da risollevarsi. Il rischio, altrimenti, è che il tracollo di Italia Viva coincida inesorabilmente con la fine della legislatura. Tra le altre cose, si richiede il posizionamento politico del partito dal momento che non tutti si identificano totalmente nel centrosinistra.

A complicare le cose, le critiche indirizzate proprio a Renzi. Dalla visita in Arabia Saudita, alla partecipazione al Gran Premio del Bahrein con l’Italia in pieno lockdown. Forse Renzi starebbe pensando ad un addio alla politica? No, sostiene il leader. Gli appuntamenti sono tanti. Ma ad oggi viene davvero da chiedersi quale sia stato il senso della crisi.