Consulta: l’ergastolo ostativo è incompatibile con la Costituzione italiana

Secondo la Corte costituzionale l’ergastolo ostativo è incompatibile con la Costituzione, ma è necessario un intervento legislativo.

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Consulta: l’ergastolo ostativo è incompatibile con la Costituzione italiana – www.meteoweek.com – Credit: Archivio Meteoweek

L’ergastolo ostativo è incompatibile con la Costituzione, ma è subito necessario un intervento legislativo. È ciò che ha stabilito la Corte costituzionale in Consulta. E nel farlo, ha dato un anno di tempo al Parlamento per rimediare. La sentenza arriva dopo aver esaminato le questioni di legittimità espresse dalla Corte di Cassazione, a proposito del regime applicabile ai condannati all’ergastolo per reati di mafia e di contesto mafioso, che non abbiano collaborato con la giustizia e che chiedano l’accesso alla liberazione condizionale.

La sentenza della Corte costituzionale

In merito a questo, la Consulta ha rilevato che “la vigente disciplina del cosiddetto ergastolo ostativo preclude in modo assoluto, a chi non abbia utilmente collaborato con la giustizia, la possibilità di accedere al procedimento per chiedere la liberazione condizionale, anche quando il suo ravvedimento risulti sicuro”, come si legge in una nota dell’Ufficio stampa. L’ergastolo ostativo quindi, secondo la Corte costituzionale, è in contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione e con l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo perché fa della collaborazione l’unico modo per il condannato di recuperare la libertà. Vista la complessità del tema, che si estende anche al valore della collaborazione con la giustizia come sistema di contrasto alla criminalità organizzata, la Corte ha deciso di rinviare la trattazione delle questioni a maggio 2022. Tra un anno. L’ordinanza emessa dalla Consulta sarà depositata nelle prossime settimane.

Espressi due parere all’epoca di Bonafede

Sulla questione dell’ergastolo ostativo, l’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia aveva reso due pareri quando a guidarlo era il predecessore di Marta Cartabia, Alfonso Bonafede. Il testo del primo risale allo scorso luglio 2020, quello del secondo ai primi di febbraio 2021. All’interno di entrambi i documenti, era scritto che la questione di costituzionalità sollevata dalla Corte di Cassazione avesse “notevoli possibilità di essere accolta dalla Corte costituzionale”. Commento di cui ha tenuto ampiamente conto l’Avvocatura dello Stato, che nel giudizio davanti alla Consulta rappresenta il governo.

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Consulta: l’ergastolo ostativo è incompatibile con la Costituzione italiana – www.meteoweek.com – Credit: Archivio Meteoweek

Le reazioni alla sentenza della Corte costituzionale

La sentenza ha scatenato una serie di reazioni. Quasi tutte negative. Uno dei primi esponenti politici a esprimersi sulla decisione della Corte costituzionale è stato Matteo Salvini, leader della Lega. “Per mafiosi e assassini l’ergastolo non si tocca, dicano quello che vogliono. E basta!”, ha scritto sul suo profilo Twitter il capo del Carroccio. Contrario alla sentenza anche il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore Borsellino, che l’ha definita uno “schiaffo” alla vittime di mafia. “Per i mafiosi – ha dettonessuno sconto di pena è giustificato“.

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Alfredo Bazoli, capogruppo del Partito democratico in commissione Giustizia alla Camera, ha invitato il Parlamento a “resistere” contro la Consulta. “Secondo un modello di collaborazione istituzionale già adottato in altre occasioni la Corte Costituzionale, pur ritenendo illegittimo l’ergastolo ostativo, non ne ha dichiarato la illegittimità costituzionale, dando tempo un anno al Parlamento per intervenire. Mi pare una scelta saggia, perché consente a noi legislatori di modificare l’attuale disciplina tenendo conto dei rilievi formulati, ma anche delle insopprimibili esigenze di tutela della sicurezza e di contrasto alla criminalità che non possono essere sacrificate. Occorrerà dunque leggere con attenzione l’ordinanza della Corte, e poi rapidamente intervenire in modo puntuale, chirurgico e calibrato, per rendere la speciale disciplina dell’ergastolo applicabile agli appartenenti alla criminalità organizzata coerente con i principi costituzionali richiamati dalla Corte”, ha detto il dem.

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Consulta: l’ergastolo ostativo è incompatibile con la Costituzione italiana – www.meteoweek.com – Credit: Archivio Meteoweek

Sottolinea l’importanza di un intervento legislativo che tuteli i collaboratori di giustizia anche Franco Mirabelli, capogruppo Pd nella commissione Antimafia. “L’annunciata ordinanza della Corte costituzionale sull’ergastolo ostativo – ha detto – si fonda su ragioni forti, ma allo stesso tempo riconosce la necessità di intervenire per impedire che il rispetto di principi di civiltà giuridica indebolisca la lotta alla mafia e consenta la possibilità per i mafiosi condannati all’ergastolo e che non collaborano di poter rinsaldare il rapporto con le organizzazioni criminali. La Corte da ora al Parlamento la responsabilità di legiferare, entro un anno. Vanno introdotte norme rigorose che impediscano a chi mantiene rapporti con le mafie sul territorio di godere dei benefici, senza violare la Costituzione. Serve riconoscere insieme la funzione riabilitativa della pena ma anche la pericolosità eversiva delle mafie”.

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Si dichiarano perplessi per quanto riguarda la sentenza della Consulta anche i parlamentari pentastellati della commissione Antimafia. Hanno scritto in una nota i cinquestelle: “Ci lascia perplessi la sentenza della Consulta sull’ergastolo ostativo. I mafiosi, se collaborano, possono accedere ai benefici di legge, se non lo fanno non comprendiamo perché debbano beneficiare di qualsivoglia beneficio. I rilievi della Consulta di contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione meritano attenzione, così come l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Tuttavia le mafie in Italia hanno minato democrazia e diritti delle persone e continuano a farlo, infiltrando anche le pubbliche amministrazioni e le istituzioni con il voto di scambio politico mafioso. Interverremo subito a livello parlamentare, con l’obiettivo di non fare mai un passo indietro e per la tenuta dell’ergastolo ostativo“.