Ucraina, Zelensky: “Oltre 31 mila soldati russi uccisi in guerra, Mosca perde 300 militari ogni giorno”

La Russia sta pagando un alto prezzo in vite umano per il conflitto in Ucraina, ha rivelato il capo di stato ucraino.

Ancora in stallo i negoziati con Mosca, malgrado la disponibilità manifestata da Zelensky, pronto a incontrare Putin.

“Più di 31mila militari russi sono già morti in Ucraina”. Lo rivela su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che spiega: “Dal 24 febbraio la Russia paga quasi 300 vite al giorno per una guerra del tutto inutile contro l’Ucraina. E comunque verrà il giorno in cui il numero delle perdite, anche per la Russia, supererà il limite consentito”.

Sarebbero invece più di mille i prigionieri ucraini caduti in mano ai russi dopo la resa di Azovstal a Mariupol, a essere stati trasferiti in Russia per indagini. Lo riporta l’agenzia russa Tass. Solo a Mosca sarebbero più di 100 i detenuti, “tra i quali mercenari stranieri che si sono arresi a Mariupol”.

Ancora in stallo i negoziati

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov – Meteoweek

Devono riprendere i negoziati prima di parlare di un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e Zelensky, ma dipende da Kiev. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ad Ankara, alla fine dell’incontro con l’omologo turco Mevlut Cavusoglu. “Per quanto riguarda un incontro tra Zelensky e il presidente russo, abbiamo spiegato in più occasioni che Zelensky sta cercando un incontro fine a se stesso; è volubile come il vento. Ha detto ripetutamente che i colloqui riprenderanno solo se i contingenti russi venissero riportati sulla linea che esisteva il 24 febbraio. Questo approccio non è assolutamente serio e inoltre è contrario alle iniziative avanzate dalla delegazione ucraina qui, a Istanbul, il 29 marzo”.

Lavrov ha poi aggiunto: “Vediamo una serie di tali cambiamenti di posizione ogni giorno…. quindi crediamo che le squadre negoziali dovrebbero prima riprendere il loro lavoro. La palla è nel campo dell’Ucraina da quasi due mesi, dalla metà di aprile, e (gli ucraini) hanno cambiato la posizione che avevano presentato prima a Istanbul”.

Sulla stessa linea il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha spiegato come allo stato attuale delle cose un incontro non sia possibile perché gli ucraini hanno interrotto i negoziati. “La nostra posizione è ben nota: è necessario prepararsi bene per un incontro di alto livello. Sappiamo che la squadra ucraina si è ritirata dal binario della trattativa, e quindi al momento non è possibile prepararsi per questo tipo di vertice, incontro di livello”.

Malgrado tutto Ankara non dispera di poter riportare Russia e Ucraina al tavolo delle trattative. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, al termine dell’incontro con Lavrov. “Nelle scorse settimane le parti si sono allontanate da un negoziato, tuttavia i contatti che abbiamo avuto nelle ultime settimane, la posizione espressa da Zelensky ci permettono di intravedere delle condizioni per tornare a un negoziato. Se le due parti sono pronte la Turchia è sempre disponibile a farsi carico del ruolo di facilitatore e compiere tutto quanto necessario per mediare”.

Mosca controlla gran parte della città di Severodonetsk

Severodonetsk è passata “in gran parte” sotto il controllo di Mosca. Invece a Lysychansk, città “gemella” separata un fiume, si registrano “enormi distruzioni”. Lo comunica via Telegram Sergei Gaidai, il governatore della regione di Lugansk. Le forze russe, ha fatto sapere, “controllano una gran parte di Severodonetsk. La zona industriale è ancora nostra e non ci sono russi; la battaglia si sta ora combattendo nelle strade della città”

Nel frattempo gli effetti negativi della guerra in Ucraina stanno aggravandosi, arrivando a colpire 1,6 miliardi di persone nel mondo. A lanciare l’allarme il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, secondo il quale “l’impatto della guerra su sicurezza alimentare, energia e finanza è sistemico, grave e sta accelerando”.