Conte si prende il M5S: tra dissidi interni, calo di consenso e mancanza di identità, sarà un’impresa

Conte parla ai 5 Stelle: serve una scossa forte, non è detto che l’ex-premier sappia darla.

E’ la sera in cui Giuseppe Conte deve prendersi il Movimento 5 Stelle. Sono le 21:30, il reggente Vito Crimi introduce l’ex-premier all’assemblea M5s trasmessa in diretta streaming. Conte è chiamato all’impresa di riformare un partito senza anima e linee politiche, semmai ne ha avute. Sono due i temi caldi su cui è chiamato a lavorare per ricucire i dissidi interni e recuperare consenso: il rapporto con Davide Casaleggio e la piattaforma Rousseau ma soprattutto quello con i gli eletti che vogliono superare il tetto dei due mandati.

A domandare una proroga sono in troppi perché un terzo mandato sia un’eccezione e non una regola: Luigi Di Maio, Roberto Fico, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Paola Taverna, Federico D’Incà, Fabiana Dadone, Sergio Battelli, Danilo Toninelli, Andrea Cioffi, Sergio Puglia, Carlo Sibilia, Giuseppe Brescia e altri, almeno una sessantina. L’idea potrebbe essere quella di una lista civetta da affiancare al M5S. Una soluzione che però sarebbe molto mal vista dagli elettori ma soprattutto da Davide Casaleggio. Il figlio del defunto guru Gianroberto perderebbe il controllo sui parlamentari e soprattutto gli introiti delle loro quote mensili.

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Problemi interni a parte, Conte è chiamato a dare una identità al Movimento che non sia solo quella della sua immagine pubblica. Per questo nel suo discorso parla di “rifondare il Movimento” ma anche di “valorizzare l’esperienza fatta” per presentare un nuovo progetto che nelle sue idee vada a braccetto con il Partito Democratico e i progressisti europei, abbandonano ogni idea sovranista. Punto delicato, gli interni tacciono e pur di rimanere in sella ingoiano ogni boccone, ma per molti di loro l’avvicinamento al Pd è un tradimento insopportabile.

Conte parla anche di un nuovo manifesto che detti regole e istituisca una sorta di organizzazione interna con ruolo precisi. Basta con direttori e reggenti, stop alle improvvisazioni e soprattutto alt alle correnti interne. Conte vuole anche farla finita con un concetto cardine del vecchio M5S che lui stesso ritiene “un equivoco“: basta con la regola una vale uno, che è fondamento della democrazia” ma che in posizioni di rilievo occorrono ” specifiche competenze e capacità”.

Se Conte avrà le capacità di creare un vero partito e chiudere con un Movimento di protesta senza capo né coda, lo vedremo. Sarà comunque una impresa molto difficile.

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Il discorso di Conte

Il M5S ha scritto pagine importanti della storia politica italiana, se vi guardate indietro potete essere orgogliosi. Alcune ingenuità non valgono ad oscurare le vostre battaglie. Il M5S è caratterizzato per esprimere una carica innovativa nel sistema politico italiano. Tra i vostri meriti più grandi vi è quello di aver richiamato l’attenzione sull’etica pubblica, avete riportato in auge una tensione morale che ha costretto tutti i partiti a misurarsi con i concetti di onore e disciplina.

Oggi sono qui con voi anche perché dietro le sollecitazioni di tantissimi di voi e di Beppe Grillo ho accettato questa sfida complessa e affascinante: rifondare il Movimento 5 stelle. Non è un’operazione di restyling o marketing politico ma un’opera coraggiosa di rigenerazione del Movimento, senza rinnegare il passato. Rifondare non vuol dire rinnegare ma deve essere un’opera che valorizzi l’esperienza fatta che proietti il M5S in una forza capace di presentare un nuovo modello di sviluppo. Un modello di sviluppo che realizzi condizioni effettive di benessere equo e sostenibile, che coniughi la transizione energetica in atto per ridurre le tante diseguaglianze.

In queste settimane ho elaborato delle proposte su cui ci confronteremo. Dopo la pausa pasquale programmeremo una serie di incontri per raccogliere i vostri suggerimenti, prima di condividere il progetto finale. Proporrò una carta dei principi e dei valori, in modo che chi vorrà aderire a questa nuova forza politica non abbia dubbi sulla sua identità.

Dobbiamo partire da 2 punti solidi: una proposta che definisca una chiara identità politica e una proposta per dotare il movimento di razionalità organizzativa, coinvolgendo le varie organizzazioni territoriali e della società civile in modo stabile. Vi proporrò un nuovo Statuto che non rinneghi i punti di forza ‘leggera’ di un Movimento ma che allo stesso tempo possa espletare tutta la forza organizzativa che ci serve e che ci aiuti a definire con chiarezza la linea politica e ad essere più incisivi. Dobbiamo evitare la forma partito tradizionale, avremo regole rigorose che contrasteranno la formazione di correnti interne che inevitabilmente finiscono per cristallizzare sfere d’influenze e posizioni di potere. Non abbiamo bisogno di associazione varie, il nuovo impegno viviamolo interamente nel nuovo Movimento.

Ci sarà un dipartimento che si occuperà a tempo pieno con partiti stranieri, avremo un centro di formazione permanente. Il nuovo M5S dovrà essere accogliente, vi chiedo di lanciare il vostro cuore in avanti, di non temere canali di comunicazione con i cittadini. Ma sarà intransigente, perché questa inclusione non dovrà mai condurci a negoziare i nostri principi. Dovremo liberarci di alcuni equivoci, a esempio la regola una vale uno, che è fondamento della democrazia ma quando si tratta di designare il rappresentante del popolo in posizione di rilievo pubblico occorrono innanzitutto persone oneste ma anche con specifiche competenze e aggiungo capaci.